Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Europei e italiani bocciano latte e carne da allevamenti clonati

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 23 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Il responso è senza possibilità d'appello e soprattutto non può dare adito a false interpretazioni. Secondo l'ultima indagine svolta da Eurobarometro sia gli europei che gli italiani, a maggioranza assoluta, non promuovono l'ipotesi di consumare latte, formaggi e carne provenienti da animali clonati, qualora arrivino sulle loro tavole. Le motivazioni che spingono i nostri concitattdini e i vicini europei sono molteplici: per questioni ambientali, etiche, sanitari ed economiche.
Posizione forte supportata anche in virtù del fatto che il concetto di clonazione è ben noto: in altre parole gli intervistati sanno benissimo cosa la clonazione possa significare e il loro responso non è dunque dettato da pura formalità emotiva. Le risposte sono dunque ponderate e valore di queste hanno un loro evidente peso.

Clonazione mucche

Clone Beef Calves - Foto di Trans Ova Genetics.

Purtroppo si sta già assitendo a l'immissione sul mercato di carne provenienti da allevamenti in cui si fa uso della clonazione, come il caso confermato dalla Food Standard Agency (FSA) che vede la Gran Bretagna protagonista. Mercati clandestini che inseriscono questa carne illegalmente e quindi - verosimilmente - consumata.

Da alcune indagini svolte da Coldiretti il 79 per cento degli italiani conosce la tecnica della clonazione animale; non solo. Gli italiani sembrano anche conoscere gli effetti di lungo periodo sulla natura (81 per cento), compromettendo la biodiversità (63 per cento), causando sofferenza agli animali (52 per cento) e non ultimo, considerando la scelta moralmente sbagliata (69 per cento).


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Aumentano le imprese legate alla green economy

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 17 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Il nostro Paese sta scalando le classifiche internazionali della produzione di energia da fonti rinnovabili: fotovoltaico, eolico, geotermico, biomasse. E ha raggiunto record insospettabili rilevati in un rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato.
Bastano due esempi: l’Italia è il secondo mercato al mondo, dietro la Germania, per potenza installata di impianti che sfruttano il calore del sole.

Soltanto la Puglia, nel 2009, ha registrato una potenza di energia fotovoltaica pari a quella di tutta la Cina. Ed è proprio il Mezzogiorno l’area leader nelle fonti rinnovabili: tra il 2003 e il 2008, nelle regioni meridionali, la produzione di energie rinnovabili è aumentata del 204%, a fronte di un tasso di crescita nazionale del 60%.
Enorme, nel Mezzogiorno, la crescita di produzione da impianti che utilizzano la forza del vento: dal 2003 al 2008 è aumentata del 98,2%.

Energia sempre più verde che porta con sé grandi opportunità per la nostra economia. Sono infatti quasi 90.000 le aziende, spesso di piccole dimensioni, coinvolte nelle filiere produttive delle fonti rinnovabili.
Il loro numero aumenta nonostante la crisi e, ancora una volta, è il Sud Italia a guidare la crescita di queste attività dove si registrano specializzazioni innovative: dai produttori di turbine eoliche agli installatori di pannelli fotovoltaici, dai preparatori di biomasse ai tecnici dei sistemi di accumulo del biometanolo.

Nuovi mestieri anti-crisi che aprono spazi per chi vuole mettersi in proprio ma sono anche occasione per la trasformazione tecnologica e la rinascita di vecchie attività che sembravano in declino.


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Il Rapporto ENEA Fonti Rinnovabili 2010

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 20 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Rapporto Fonti Rinnovabili 2010 ENEAL’ENEA ha presentato il Rapporto Fonti Rinnovabili 2010 per fornire un’ampia e approfondita analisi del settore delle rinnovabili in Italia, comprendendo previsioni di scenario a livello nazionale e internazionale ed una panoramica delle tecnologie più promettenti.
Scopo dello studio è quello di coinvolgere i settori economici italiani interessati al settore delle rinnovabili con l’obiettivo di contribuire alla costituzione di una vera e propria filiera industriale delle energie rinnovabili in Italia.

Ma di cosa parla nello specifico il Rapporto ENEA Fonti Rinnovabili 2010 (gratuito in formato PDF alla fine di questo articolo)?

Crisi economica, aumento dei costi e delle incertezze legate all’approvvigionamento energetico, crescita delle emissioni e rischio cambiamenti climatici sono le sfide urgenti che il settore energetico deve affrontare: le fonti rinnovabili, assieme ad un uso più razionale dell’energia, sono la chiave per superare questi ostacoli e andare verso uno sviluppo economico di tipo sostenibile.

Nell’ultimo decennio si è assistito ad una crescita straordinaria a livello internazionale dell’offerta di energia da rinnovabili che, secondo i dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, è arrivata a coprire nel 2007 il 12,4% dell’offerta totale di energia primaria e il 17,9% di elettricità. In particolare l’energia da fonte solare ed eolica, è cresciuta rispettivamente, dal 1990 al 2007, a tassi medi annui del 9,8% e del 25%, di gran lunga superiori al tasso di crescita dell’offerta mondiale di energia primaria (1,9%).

Anche nell’Unione Europea il progresso delle rinnovabili si sta consolidando.
Secondo Eurostat, la capacità installata per la produzione elettrica è salita del 54% dal 1997 al 2007 e l’elettricità da rinnovabili è arrivata a coprire nel 2008 una quota pari al 16,4% del totale (EurObserv’ER 2010).  E’ indicativo di questo successo il fatto che, tra il 2008 e il 2009, in UE la nuova capacità installata in impianti alimentati a fonti rinnovabili  abbia  costituto il 61% del totale della nuova capacità istallata, contro una quota che nel 1995 era del 14%.

Nel nostro paese, grazie anche all’elevata remunerazione del sistema incentivante, alcune fonti hanno raggiunto sviluppi molto incoraggianti. Nel settore fotovoltaico la nuova capacità installata nel solo 2009 (574 MWp) è stata largamente superiore a quella cumulata complessivamente fino all’anno precedente (458 MWp), facendo superare la soglia di 1 GWp.
Quanto all’eolico, l’Italia risulta il terzo paese in Europa nel 2009, sia per nuova potenza installata (1.113 MW) che per potenza cumulata (4.850 MW).


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Aperto un nuovo supermercato UNES ecosostenibile

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 16 luglio 2010 • Commenti 1 • Categoria: Produzione & Consumi

Unes Supermercato EcologicoAvviata da Unes la strada verso l'apertura di supermercati che abbiano un'impronta fortemente ecosostenibile. Le grandi superfici commerciali hanno una propensione ad essere divoratori di energia e di proporre modelli commerciali in cui lo spreco è di casa. Il motivo è ovvio: risultare accattivanti e commercialmente seducenti per portare il consumatore ad acquistare sempre di più e a scegliere uno o l'altra superficie commerciale.

Il nuovissimo supermercato ecosotenibile in casa Unes sarà inaugurato oggi a Biassono (MB) in via "Trento e Trieste 114".
Cestelli della spesa ottenuti grazie al riciclo di 120mila tappi di plastica, carrelli nati dal recupero di di 25mila bottiglie in Pet e divisori dei banchi frigo ottenuti riutilizzando più di 6mila bottiglie in plastica.
E ancora: barre “Cliente successivo” ricavate dal recupero della plastica, un impianto luci intelligente per ottimizzare l’utilizzo di energia elettrica nelle diverse aree del punto vendita.
Sono solo alcune delle novità “green” che distingueranno il nuovo supermercato a insegna “U2” .

Ma non solo: il nuovo punto vendita dirà basta ai sacchetti in polietilene, ridurrà gli imballaggi di molti prodotti, venderà esclusivamente sacchetti biodegradabili, borse usa-riusa in TNT (tessuto-non-tessuto) e lampadine a ridotto consumo energetico.


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L'Italia può raggiungere l'obiettivo del 17% di energia da FER

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 16 giugno 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

L'Europa spinge sulle fonti rinnovabili per rilanciare l'economia e creare innovazione. Politiche attente e sistemi di incentivazione chiari e trasparenti favoriscono la crescita del settore dell’energia pulita. In Italia invece, la situazione è di assoluta incertezza per gli operatori. Il Governo italiano ha inserito nella manovra finanziaria una norma che, di fatto, blocca lo sviluppo delle rinnovabili intervenendo sui certificati verdi.
Di sistemi di incentivazione delle energie rinnovabili e di esperienze europee si è parlato ieri a Roma, nel corso di un convegno organizzato da Legambiente in collaborazione con Anev, Associazione nazionale energia del vento e Globe Europe.


Entro il mese di giugno, cioè entro poche settimane, il Governo dovrà presentare il Piano nazionale di sviluppo delle rinnovabili e aprire un confronto con le Regioni per dividere gli sforzi e riuscire a dare certezze per il futuro.
Il pacchetto clima dell’UE (obiettivo 20–20­20) è ormai operativo con l’adozione il 6 aprile 2009 da parte del Consiglio della nuova direttiva sulla “promozione  dell’energia da fonti rinnovabili”: una riduzione del 20% dei consumi di energia al 2020 sul livello tendenziale; un impiego del 20% di energia da fonti rinnovabili sul consumo lordo di energia; una riduzione del 20% delle riduzione di CO2 sul livello raggiunto nel 2005. Questi obiettivi dovranno essere tradotti entro il giugno 2010 in definiti piani nazionali e trasposti, entro 18 mesi, nelle legislazioni nazionali.

L'obiettivo fissato per l'Italia del 17% da FER (fonti energetiche rinnovabili) è assolutamente raggiungibile grazie a corrette politiche di sviluppo che prevedano la semplificazione delle norme di autorizzazione e regole certe per gli investimenti. In Italia mancano ancora le Linee Guida per l’approvazione dei progetti delle rinnovabili con conseguente caos a livello regionale. Ma non solo.
Se il futuro è incerto per il solare fotovoltaico (ancora si attendono notizie sulla proroga del conto energia) e per il solare termico (la detrazione del 55% scade a dicembre), il colpo di grazia per lo sviluppo delle rinnovabili in Italia arriva ora dal Governo, con l’abolizione retroattiva dell’obbligo da parte del GSE di riacquisto dei certificati verdi, la misura contenuta nell’articolo 45 della manovra finanziaria.

Che succede invece negli altri paesi europei?


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CEO2: il gioco online per imparare a salvare il clima

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 27 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Dovrebbe essere di competenza degli amici di 100giochi, ma visto l'argomento lo abbiamo scippato noi e ne scriviamo volentieri un articolo. Stiamo parlando del nuovo gioco online, “CEO2, the Climate Business Game”, promosso da WWF e il Gruppo assicurativo Allianz per coinvolgere il popolo di internet in una sfida come potenziali leader aziendali amici dell’ambiente.

Gioco online WWF CEO2

Con CEO2 sarà possibile calarsi nel ruolo di Amministratore Delegato di un’azienda per verificare quali strategie aziendali riescono a ridurre il tasso di carbonio e i rischi correlati, e allo stesso tempo incrementare la redditività a lungo termine. Lo scopo del gioco è riuscire ad identificare quali investimenti, in quale momento, riusciranno ad aprire la strada ad una crescita proficua nell’economia del futuro a carbonio zero.
CEO2 mette in mostra i possibili impatti delle decisioni aziendali nei settori industriali della chimica, automobilistico, dei servizi e della finanza nei prossimi 20 anni. Il successo di ogni giocatore si misura in base allo sviluppo del prezzo dei titoli di mercato e delle emissioni di carbonio.


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Quanto valgono i rifiuti in Italia. Il Green Book 2009 di Federambiente

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 7 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Rifiuti ItaliaLa pubblicazione del GreenBook 2009 firmato da Federambiente risale ormai a qualche mese fa. Tuttavia la fotografia di un settore come quello dei rifiuti è un argomento che rimane delicato e sempre attuale. Se da una parte i rifiuti sono un enorme problema in termini di smaltimento e implicano gestioni complesse, dall'altro sono una miniera d'oro e hanno un valore intrinseco da non sottovalutare. E il suo valore economico dipende molto dalla produzione alla fonte.

GreenBook 2009 ha raccontato nella sua terza edizioni che in Italia i consumi sono calati nel corso del 2009 a causa della crisi economica globale, calando (di poco) anche la produzione di rifiuti urbani.
Una flessione congiunturale che sfiora appena un settore che nel 2007 ha raggiunto il valore di 7,17 miliardi di euro, oltre il 71% in più rispetto al 1998.

Protagoniste di questa performance sono le aziende pubbliche associate a Federambiente, che da sole servono il 59,1% della popolazione nel 46,1% dei Comuni e gestiscono ogni anno quasi 20,5 milioni di tonnellate di rifiuti, pari al 62,9% del totale.


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Cresce la voglia di BIO: +7% sulle tavole degli italiani

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 30 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Prodotti biologiciCresce senza mezzi termini la voglia di prodotti biologici tra gli italiani tanto da far registrare un aumento record del 7 per cento negli acquisti familiari di prodotti biologici Made in Italy. Il trend va di pari passo con valori record di crescita sulle tavole degli italiani. E' quanto emerge dagli ultimi dati diffusi da Coldiretti evidenziando che in Italia il biologico sviluppa un giro di affari stimato in 3 miliardi di euro anche grazie alle circa 45mila imprese agricole che coltivano e allevano bio su un territorio di oltre un milione di ettari.

Cercando di analizzare nello specifico le singole referenze bio, le migliori performance di mercato si rilevano nel 2009 per l'ortofrutta fresca e trasformata (+26,6 per cento l'incremento in valore su base annua) e per le uova (+21,8 per cento), mentre gli acquisti di bevande e pane (e suoi sostituti) crescono a ritmi più contenuti (rispettivamente del 5,7 per cento e del 8,7 per cento).

Nel Nord Italia Nelle si concentra più del 70 per cento degli acquisti nazionali, mentre il centro, inclusa la Sardegna, e il Meridione rappresentano rispettivamente il 22 per cento e l'8 per cento del totale.


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Le fonti rinnovabili italiane valgono 27 miliardi di Euro. Il rapporto IREX

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 20 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

L’Italia è uno dei Paesi europei con la maggior crescita delle Fer (Fonti di energia rinnovabile) e le 389 operazioni (investimenti in nuovi impianti e attività di finanza straordinaria) rilevate nel biennio ne sono una dimostrazione evidente. Gli investimenti in impianti sono stimati nel 2008-2009 in circa 6,5 miliardi di euro, pari a 4.127 MW. La crescita interna copre poco meno della metà delle operazioni mappate; quella esterna il 33% circa.
Sono questi, in estrema sintesi, i dati che emergono dal primo Irex Annual Report messo a punto da Althesys e presentato nei giorni scorsi a Milano.

Il rapporto tra costi e benefici

L’analisi costi-benefici condotta da Althesys su scenari alternativi di sviluppo delle Fer al 2020 mostra un beneficio netto per l’Italia compreso tra 23,6 e 27 miliardi di euro. A fronte della spesa per gli incentivi, volti a coprire i costi di generazione differenziali e a stimolare gli investimenti privati, vi sono benefici sia economici, sia ambientali, sia di politica energetica. La crescita delle rinnovabili genera occupazione e indotto, spiega il rapporto, con felici ricadute sul Pil. Inoltre, il minor impiego di combustibili porta non solo a una diminuzione delle emissioni, ma anche del fuel risk.


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Il vento in Europa. I dati sull'eolico diffusi da Aper

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 16 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Energia Eolica

Secondo l'ultimo Rapporto di Aper aggiornato al febbraio 2010, il mercato delle fonti rinnovabili eoliche in Europa sta vivendo un crescendo successo, vedendo l'Italia protagonista sebbene lontana da alcuni primati.

Dati eolico europa

E' dunque indiscussa la diffusione dell’energia eolica quale fenomeno ormai consolidato a livello europeo: all’interno dei 27 Paesi Membri dell’Unione Europea per il secondo anno consecutivo la tecnologia eolica risulta essere leader delle nuove installazioni tanto che ad oggi risultano complessivamente installati 74.767 MW, riuscendo a coprire il 4,8% della domanda elettrica dell’Unione.

L’Italia si colloca sul podio dei paesi con maggiore eolico installato (4.845 MW - si vedano i dati in dettaglio), sebbene largamente dietro alla Germania, che rimane la regina del vento europeo con 25.777 MW, ed alla Spagna (19.149 MW). Immediatamente a ridosso dell’Italia si trova la Francia (4.492 MW), seguita dal Regno Unito (4.051 MW).


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Secondo MCKinsey in UE si può contare sulle rinnovabili al 100% entro il 2050

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 14 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Un sistema elettrico al 100% generato da fonti rinnovabili è possibile per l’Europa entro il 2050: lo rivela un nuovo Rapporto dal prestigioso istituto di ricerca economica McKinsey che analizza le varie opzioni per un sistema energeticocarbon-free’ del vecchio continente. Il nuovo sistema è attuabile e affidabile tanto quello attuale, e ridurrebbe i costi che l’Europa deve sostenere per l’importazione dei combustibili fossili.

Lo studio, commissionato dall’European Climate Foundation (ECF) e che si è avvalso della consulenza di numerose grandi compagnie elettriche e di altre organizzazioni, mostra come la fornitura al 100% di energia rinnovabile sarebbe appena il 5-10% più cara di altri percorsi a basso livello di carbonio ipotizzati, e non comporterebbe i ben noti rischi dell’energia nucleare e dei combustibili fossili, facendo  delle fonti rinnovabili la migliore soluzione disponibile.

Siamo dunque di fronte ad un'ulteriore conferma inconfutabile nei confronti di una visione di un’energia rinnovabile al 100% per l’Europa del 2050. Alla base di tutto si trovano gli investimenti per l’efficienza energetica e la riduzione dei consumi energetici e l’Unione Europea dovrà  mettersi al lavoro e pianificare la sua strategia a lungo termine sulle fonti rinnovabili.


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Il popolo europeo ha scelto il nuovo logo per i prodotti biologici dell’UE

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 26 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Sebbene la notizia abbia poco più di un mese, non potevamo non scrivere sul nuovo logo europeo dedicato ai prodotti biologici. Ne avevamo parlato lo scorso dicembre, quando vi avevamo invitato a partecipare alla votazione.

Il risultato? Eccolo.

Nuovo logo prodotti biologici

Negli ultimi due mesi circa 130.000 persone hanno votato online per scegliere, tra i tre finalisti, il nuovo simbolo del biologico.

Il logo vincente “Euro-leaf”, ideato dallo studente tedesco Dusan Milenkovic, ha ottenuto il 63% dei voti totali. A partire dal 1° luglio 2010 il logo biologico dell’UE sarà obbligatorio per tutti gli alimenti biologici preconfezionati prodotti in uno Stato membro e che rispondono ai requisiti essenziali, mentre sarà opzionale per i prodotti importati.

Accanto al logo UE sarà consentito riprodurre altri loghi privati, locali o nazionali.


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