Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Più pioggia che neve: a rischio i ghiacciai del Polo

Scritto da 100ambiente - News • Giovedì, 11 agosto 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici
Fiocchi creano "scudo" contro i raggi solari

L'innalzamento delle temperature al Polo Nord ha fatto aumentare le piogge a discapito delle nevicate, esponendo i ghiacciai a un elevato rischio di scioglimento.
L'allarme è stato lanciato da James Screen dell'Università di Melbourne (Australia) durante la 25° International Union of Geodesy and Geophysics General Assembly di Melbourne, dove ha riportato i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Climate Dynamics. L'assenza di neve espone il ghiaccio all'azione dei raggi solari, che normalmente vengono riflessi fino all'85% verso il cielo proprio dalla neve.


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Clima. L'Onu conferma: il 2010 anno è stato il più caldo della storia

Scritto da 100ambiente - News • Venerdì, 4 febbraio 2011 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici
Record negativo a dicembre per superficie ghiacci artici. Si continua ad assistere ad una rivoluzione nel clima della Terra

Dall'Onu arriva la conferma che il 2010 è stato l'anno più caldo della storia.
A darne notizia è l'Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), secondo la quale l'anno appena trascorso è stato il più caldo mai registrato e conferma la tendenza "significativa" del surriscaldamento a lungo termine.

Le temperature lo scorso anno, segnato dalla siccità in Russia e dalle terribili inondazioni in Pakistan e Cina, sono state marginalmente più elevate di quelle del 1998 e del 2005, altri anni di caldo record.

In ogni caso l'aumento rispetto al media del perdio 1961-1990 è di oltre mezzo grado centigrado: 0,53 gradi per la precisione.

I dati statistici utilizzati dall'organismo Onu sono quelli rilevati del Met Office britannico e del National Climatic Data Center della Nasa. 


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Il maltempo dei giorni scorsi ha messo in pericolo molti animali

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 24 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

La forte ondata di maltempo che nei giorni scorsi ha interessato il nostro Paese con abbondanti nevicate al Centro – sud, perfino Roma è stata imbiancata, ha messo in serio pericolo la sopravvivenza di molti di animali. Particolarmente a rischio i “trovatelli” e gli esemplari di fauna selvatica, molti dei quali, sopravissuti al tiro delle “doppiette”, hanno dovuto fare i conti con le cattive condizioni meteo e con l’incremento del fabbisogno calorico giornaliero.

Numerosi gli animali deceduti a causa del maltempo. Di fronte all’emergenza meteo, come in altre situazioni critiche che hanno colpito il territorio italiano, l’Enpa - l'Ente Nazionale Protezione Animali - ha mobilitato tutte le sue strutture locali, allo scopo di curare, ospitare e assistere gli animali in difficoltà. La Protezione Animali ha anche allestito nidi artificiali dove i volatili hanno potuto ripararsi dal freddo e creato punti di approvvigionamento alimentare all’interno dei boschi e delle campagne.

La mobilitazione ha visto anche il coinvolgimento dei singoli cittadini che con un piccolo impegno, ha salvare le vite di molti animali.

Come?


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Temperature, il decennio delle anomalie

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 8 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici

Il 2009 si posiziona al quinto posto tra i più caldi degli ultimi due secoli in Italia: lo attesta la banca dati del gruppo di Climatologia storica dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna (Isac-Cnr).

L’anno appena trascorso (in climatologia gli anni si misurano da dicembre a novembre) presenta una anomalia positiva, cioè una maggior temperatura, di 1,15°C rispetto alla media del periodo assunto come riferimento, quello tra 1961 e 1990.
“È però interessante soprattutto notare che, con il 2009, tutti i primi 10 anni più caldi dal 1800 ad oggi in Italia sono successivi al 1990 e che, di questi, sei su 10 sono successivi al 2000. Si tratta di dati che confermano la tendenza positiva della temperatura”,
spiega Teresa Nanni, responsabile del gruppo di Climatologia storica Isac-Cnr:
“Altrettanto indicativo che ben 16 anni tra i primi 20 più caldi siano successivi al 1980”.
La top ten per temperature degli ultimi due secoli è infatti la seguente: 2003, 2001, 2007, 1994, 2009, 2000, 2008, 1990, 1998, 1997.
L’anomalia media di questi primi 10 anni è di 1,2°C in più rispetto al periodo di riferimento, mentre l’anomalia media dei sei anni successivi al 2000 è leggermente superiore, di 1,3°C.


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Quale effetto ha il clima sulla zootecnia?

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 18 giugno 2009 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici

L'intensificarsi della frequenza con cui le ondate di calore colpiscono le nostre latitudini ed in particolare l'Italia ha portato ad un sempre maggiore interesse verso lo studio degli effetti che queste provocano sulla salute dell'uomo e degli animali.

Uno studio recente ha mostrato che negli Stati Uniti le perdite economiche nel settore zootecnico, dovute alle ondate di calore possono essere comprese fra 1.69 e 2.36 miliardi dollari.
Alcune stime parlano di un costo economico totale per l'Europa per l'evento 2003 di circa 12 miliardi di Euro, in gran parte dovuto alle perdite in agricoltura, incluso il settore zootecnico, dovute alla siccità e alla lunga ondata di calore verificatasi in quell'anno (da giugno a settembre, con brevi interruzioni), una delle più lunghe ed intense mai verificatesi nel nostro Paese.

In particolare, nel campo dell'agricoltura e della zootecnia è noto che le condizioni ambientali, come la concomitanza di alte temperature ed umidità per più giorni consecutivi, possono causare condizioni di stress per gli animali e avere un impatto negativo sulla loro riproduzione, produzione e salute.
Nel nostro Paese, in cui il numero di allevamenti di bestiame, sia piccoli che grandi, e' altissimo ed in cui la industria ad esso associata rappresenta una grossa fetta della economia nazionale, le perdite dovute a condizioni di disagio degli animali possono essere notevoli e, se questo e' vero per tutti gli animali da allevamento, lo e' ancor più per le vacche.


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Il particolato. Piove o non piove dipende anche da questo.

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Domenica, 26 aprile 2009 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici

Le attività dell'uomo incidono sul clima: e questo è noto.
L'antropizzazione (ovvero il processo mediante il quale l'uomo modifica l'ambiente naturale) incide anche sul cambiamento delle caratteristiche delle nubi e sulla loro capacità di dare luogo a precipitazioni nelle aree continentali maggiormente industrializzate.

E anche questo era noto.

Ma la relazione precisa non era finora chiara: in alcuni casi l’inquinamento sembra determinare una diminuzione delle precipitazioni, in altri un aumento.
Una risposta a quest’apparente incongruenza l’hanno data un gruppo di ricercatori, fra i quali Sandro Fuzzi dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna (Isac-Cnr), con un articolo pubblicato sulla rivista Science.

La scoperta è di grande importanza, poiché le nubi e le precipitazioni sono una fondamentale componente del clima della Terra, anche se la loro conoscenza tuttora costituisce una delle principali incertezze nella formulazione dei modelli climatici.


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Importanti scoperte sulle variazioni del livello del mare

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 23 aprile 2009 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici

Il 6 aprile scorso la prestigiosa rivista scientifica “NATURE” ha pubblicato l’articolo a firma di Fabrizio Antonioli dell’ENEA sulla variazione del livello dei mari in correlazione con i cambiamenti climatici, basati sullo studio delle stalagmiti ritrovate nella grotta dell’Argentarola, un miglio a nord dal promontorio dell’Argentario, in Toscana.

Un pool di ricercatori italo-francese-australiano è riuscito ad aumentare notevolmente le conoscenze sul clima e il livello del mare durante i 3 picchi caldi dello stadio 7, penultimo periodo interglaciale occorso sulla Terra tra 190.000 e 245.000 anni fa. Un periodo quindi sul quale le uniche conoscenze sul livello del mare erano quelle ottenute dall’analisi delle carote glaciali o dei fanghi batiali negli oceani. La conoscenza della durata e della posizione del livello del mare dei periodi interglaciali è cruciale per i modelli che ipotizzano le variazioni del clima futuro.

Le stalagmiti concrezionate nella grotta sono state scoperte e campionate da Fabrizio Antonioli del Dipartimento Ambiente dell’ENEA.
Esse possiedono una caratteristica unica al mondo: conservano traccia dei livelli marini (concrezioni di vermi marini, Serpulidi) di diversi periodi interglaciali precedenti all’attuale, fino al penultimo periodo interglaciale (249 mila anni fa). Tali livelli sono inframmezzati e sigillati dalle concrezioni continentali prodotte all’interno della piccola grotta ogni volta che il mare scendeva rispetto all’attuale livello. Le 36 datazioni effettuate con il metodo dell’Uranio/Torio sono state condotte sul carbonato di calcio di origine continentale che ha consentito una precisione superiore a quella ottenuta sulle barriere di corallo fossile.


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La Cina colpita dal global warming. Clima impazzito.

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 9 gennaio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici
Nel corso dell'inverno cinese del 2008 la Cina ha dovuto prima fare i conti con nevicate eccezionali e prolungate da far riscrivere tutti i modelli previsionali metereologici ed ora si trova a combattere e affrontare un fenomeno esattamente contrario: la siccità.
Proprio quel popolo che continua a non voler tener conto dell'impatto che l'uomo ha sui cambiamenti climatici ignorando forzatamente gli allarmi sul global warming e sugli effetti dell'inquinamento industriale; ma oggi sembra che tutto questo si stia rivolgendo contro alla grande Cina.
Il caso della siccità in corso è un evento assolutamente eccezionale tanto da essere considerato tra i più devastanti che la Cina abbia mai registrato negli ultimi decenni.

Infatti 6 province del nord-est della Cina sono minacciate da una siccità prolungata che sta mettendo in serio rischio l´approvvigionamento idrico degli abitanti, il bestiame ed i raccolti agricoli.


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Dicembre 2008? Non particolarmente freddo, ma facciamo chiarezza.

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 7 gennaio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici
È il 58° tra i più mesi caldi degli ultimi due secoli, ma il sesto per piovosità. Lo attesta la banca dati dell’Isac-Cnr.

Il freddo polare che ha investito l’Europa insieme ai dati che attestano la riduzione della velocità dell’arretramento oppure la ricostituzione di alcuni ghiacciai, stanno diffondendo in questi giorni la tesi di una inversione di tendenza rispetto al ‘global warming’ sostenuto dalla maggior parte degli studiosi e dei media.
Ma i dati rilevati dall’unica banca dati italiana che consideri in modo omologo le tendenze di temperatura e piovosità degli ultimi due secoli inducono a maggior prudenza.


Climatologicamente parlando, il mese di dicembre 2008 si colloca infatti al 58° posto nella classifica delle temperature degli ultimi 208 anni: è, cioè, il 58° dicembre più caldo dal 1800 ad oggi. Il valore proviene dalla classifica dell’Istituto di scienza dell’atmosfera e del clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna (Isac-Cnr).
“Il dicembre appena trascorso non è stato, dunque, particolarmente freddo”, spiega Teresa Nanni dell’Isac-Cnr, “infatti se considerassimo le temperature medie di ogni mese di dicembre dal 1980 ad oggi, troveremmo che dodici valori degli ultimi 28 anni sono inferiori a quelli del dicembre 2008”.
La ricercatrice si riferisce precisamente agli anni 2007, 2005, 2001, 1999, 1998, 1991, 1990,1988, 1986, 1983, 1981, 1980.


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Catastrofi naturali o antropiche: 238 mila morti e 225 mld di dollari.

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 24 dicembre 2008 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici
Swiss Re - società assicurativa elvetica - pubblica annualmente "Sigma study on catastrophes", un’analisi relativa ai danni umani ed economici associati agli eventi catastrofici avvenuti nel corso dell'anno.
Diventa però sempre più difficile saper discernere tra catastrofi di origine naturale e quelle causate direttamente o indirettamente dall’uomo.
Se questa ambigua polivalenza della catastrofi crea non pochi problemi ai fini statistici, porta ancor più alla luce che ormai il clima e l'ambiente sono sempre più legati agli atteggiamenti umani e alle cause antropiche che si manifestano su nostra Madre Terra.
Premesso questo, lo studio indica con ottima attendibilità i danni relativi ai due tipi di eventi, analizzandoli separatamente.

Secondo alcuni dati pubblicati in anteprima dal Sole 24 Ore, il Sigma study on catastrophes 2008 (uscirà i primi del 2009) afferma che nel solo 2008 sono state stroncate 238 mila vite umane per cause naturali o riconducibili direttamente all'uomo, posizionando quest'anno al quarto posto in assoluto dal 1970 ad oggi.
Riguardo agli aspetti economici, il costo totale per la società per gli eventi avvenuti nel 2008 è stato di circa 225 miliardi di dollari (circa 160 miliardi di euro, al cambio attuale), di cui 50 miliardi sono stati rifusi dalle società assicurative.


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Blue Ice, il Super Computer per il monitoraggio dei cambiamenti climatici

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 23 dicembre 2008 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici
Si chiama Blue Ice ed è un super computer realizzato da IBM e dal Mike Barnsley Centre for Climate Research, centro dedicato al monitoraggio, allo studio e alla previsione dei cambiamenti climatici e dei suoi effetti, in collaborazione con I2N (Istituto per l’Innovazione della University of Wales, Swansea) e OCF, leader UK nella produzione di processori High Performance Computing (HPC).
Questo super computer consentirà di monitorare e mappare le zone del globo terrestre più interessate dagli effetti del cambiamento climatico per poterne studiare l’intensità e l’incidenza.


Con un focus specifico sui ghiacciai della Groenlandia, l’area maggiormente influenzata dal fenomeno dello scioglimento dei ghiacci, il Blue Ice - trasformando le immagini ricevute in modelli matematici ad alta fedeltà – potrà calcolare l’impatto ambientale ed economico degli effetti dei cambiamenti climatici in tempi drasticamente ridotti rispetto a quelli impiegati dai computer tradizionali.


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2008: anno caldissimo, autunno caldo (e piovoso)

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 4 dicembre 2008 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici
Con il mese di novembre si chiude, dal punto di vista meteorologico, il 2008, che si posiziona al settimo posto nella classifica italiana degli anni più caldi dal 1800 ad oggi, gestita dall’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna (Isac-Cnr).

Rispetto alla media delle temperature del periodo 1961-1990, preso per convenzione come riferimento, il 2008 ha fatto registrare nel complesso uno scostamento di +1 °C.

L’anno più caldo degli ultimi due secoli resta dunque il ‘memorabile’ 2003, che ha segnato un’anomalia di 1.56 °C sopra la media del periodo di riferimento; l’anno più freddo in assoluto resta sempre il 1816 (-2.27 °C).

Il 2008 ha avuto solo due mesi con temperature inferiori alla media, temperature stagionali sempre sopra la media e si è concluso con un autunno di +0.6 °C sopra la media del 1961-1990.


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