Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Alcuni fenicotteri stanno tentano di nidificare a Pachino. E' la prima volta in Sicilia

Scritto da 100ambiente - News • Martedì, 26 ottobre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna
Una vera e propria sorpresa eccezionale, complice anche l'assenza di attività venatoria che consente un grado di tranquillità per i fenicotteri.

Una cinquantina di nidi di fenicottero sono stati scoperti da un gruppo di ornitologi e birdwatchers della Lipu e di Ebn Italia ai pantani di Pachino, all'interno del sistema delle zone umide dei pantani Cuba e Longarini, a cavallo delle province di Siracusa e Ragusa.

Una sorpresa eccezionale, visto che gli unici casi di tentativo di nidificazione del fenicottero in Sicilia erano stati effettuati tra il 2000 e il 2004 nella sola Riserva orientata di Vendicari.

La scoperta, avvenuta nei giorni scorsi, è stata effettuata durante una delle attività di studio degli uccelli selvatici e controlli antibracconaggio che i volontari delle due associazioni stanno effettuando in queste settimane nella Sicilia sud orientale. 


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Operazione Pettirosso. Ottimi risultati nella guerra al bracconaggio

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 19 ottobre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Proseguono le operazioni condotte in questi giorni dal Nucleo Operativo Antibracconaggio (NOA) del Corpo forestale dello Stato nelle valli del Bresciano a tutela dell'avifauna salvatica, in concomitanza con il passo più cospicuo di uccelli migratori.

Un bracconiere è stato sorpreso a Monte Isola (BS) mentre cacciava servendosi di reti da uccellagione. In questa circostanza sono stati sequestrati ben 13 sacchetti contenenti centinaia di uccellini insettivori già spiumati, non più identificabili per stabilire l'appartenenza alle varie specie protette.

Successivamente e sempre in alcune altre località del Bresciano, sono stati denunciati altri due bracconieri responsabili del maltrattamento di animali e di attività venatoria condotta con mezzi illeciti, in particolare trappole a scatto o tagliole e una rete per uccellagione di circa dieci metri.

Pettirosso
Foto di davidthou

Sotto sequestro, oltre alla rete e a 40 tagliole, sono finiti 8 pettirossi morti e alcuni uccelli vivi detenuti illegalmente.
A questi sono seguiti altri interventi della Forestale che ha effettuato nel comune di Roè Vociano (BS) il sequestro di circa 87 esemplari vivi di avifauna (pettirossi, capinere, tordi, frosoni, passere mattugie), alcuni dei quali appartenenti a specie protette, detenuti irregolarmente poiché privi di anelli o fascette identificativi.

Sono stati tutti trasportati presso il Centro Recupero per Animali Selvatici di Modena per essere sottoposti ad accertamenti veterinari, eventualmente curati e poi rimessi in libertà. Nel frattempo è stato segnalato all'Autorità Giudiziaria l'uomo che dovrà rispondere della detenzione illegale di queste specie di avifauna.


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Diciotto fratini - specie simbolo delle coste italiane - in giro con i geolocalizzatori

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 27 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Fratini con lo...zaino”: i primi Fratini al mondo sono stati marcati in Abruzzo con anelli colorati e geolocalizzatori, una nuova tecnologia che, con l'uso di sensori miniaturizzati, sta rivoluzionando le conoscenze sulla migrazione degli animali.
L’innovativo progetto di ricerca scientifica, che vede coinvolti l’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale, il WWF e la Stazione Ornitologica Abruzzese, è stato presentato a Torre Cerrano, una delle quattro nuove aree marine protette italiane istituite ad Aprile dal Ministero dell'Ambiente.

Fratino Femmina

Le nuove tecnologie che hanno portato alla miniaturizzazione degli strumenti di geo-localizzazione, stanno rivoluzionando lo studio della biologia e dell'ecologia degli animali e degli uccelli in particolare. 

I geolocalizzatori realizzati dalla Stazione ornitologica Svizzera di Sempach pesano meno di un grammo e possono essere usati per marcare specie del peso di poco più di 20 grammi. Finora i dati sulla migrazione dei piccoli uccelli derivavano dall'inanellamento attraverso l'analisi delle ricatture di individui marcati ed era generalmente possibile solo unire le due località di marcaggio e ricattura, senza poter conoscere esattamente il percorso seguito. Ora, invece, basta dotare gli uccelli, come il Fratino, di questi sensori per descrivere con buona approssimazione le aree frequentate anche al di fuori del periodo riproduttivo.


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Tornano le sentinelle anti bracconaggio a difesa dei rapaci sullo Stretto

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 9 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

E’ la 27ma edizione del campo sullo Stretto di Messina e il bilancio è entusiasmante: lo sforzo di migliaia di partecipanti in questi anni è stato ampiamente ripagato visto che il bracconaggio nel versante siciliano dello Stretto di Messina si è drasticamente ridotto e gli uccelli che passano ogni primavera sono a poco a poco aumentati.

Cicogne migrazione stretto messina

E’ il risultato di circa 30 anni di attività di sorveglianza antibracconaggio messo in atto dal WWF insieme a molte associazioni e migliaia di volontari provenienti da ogni paese europeo.
Per decenni, ad aspettare i rapaci e le cicogne in migrazione sullo Stretto di Messina, c’erano solo i fucili dei bracconieri e in periodo di caccia chiusa, da appostamenti fissi in valichi montani e collinari, migliaia di falchi – protetti dalla legge - trovavano la morte. Grazie ai campi di sorveglianza, anno dopo anno, un numero maggiore di uccelli ormai riesce a giungere nei territori di nidificazione per riprodursi e le loro popolazioni si stanno lentamente riprendendo.

CapovaccaioGli ottimi risultati raggiunti vanno comunque mantenuti e per questo il Campo sullo Stretto ripartirà tra pochi giorni: dal 12 aprile al 23 maggio riprende il presidio dei volontari sui Monti Peloritani per sorvegliare una delle rotte migratorie più importanti per molte specie in migrazione come falchi, albanelle, cicogne, aquile.

Il Campo sullo Stretto è passato, infatti, da una fase di repressione del bracconaggio a quella fondamentale di prevenzione. Il WWF infatti teme che la situazione possa di nuovo  regredire con i  bracconieri di nuovo in azione.
La migrazione dei rapaci infatti è già iniziata: gli esperti del WWF hanno già avvistato dal 5 aprile oltre 500 rapaci, per la maggior parte Falchi di palude, insieme ad alcuni passaggi ‘eccellenti, come il Capovaccaio, l’Aquila anatraia maggiore e ben 12 Albanelle pallide, una specie considerata a forte rischio (appena 2.500 coppie in tutto il mondo). Per molte di queste specie lo Stretto di Messina rappresenta la rotta principale di migrazione ed il passaggio sul nostro territorio è strategico per la sopravvivenza di specie ormai rare.


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I cambiamenti climatici mandano gli uccelli "fuori tempo"

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 14 ottobre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici

Balia Nera in estinzione - Foto di Emanuele Stival
Il cambiamento climatico condiziona ritmi e abitudini degli uccelli mandandoli fuori sincronia rispetto ai cicli degli ecosistemi e rischia di diventare la principale minaccia per la sopravvivenza di moltissime specie di volatili, di cui 2.455 sulle 9.787 conosciute sono già considerate a rischio di estinzione a causa della distruzione degli habitat o del bracconaggio.

Non solo, ma un aumento della temperatura globale di più di 2°C, la soglia limite indicata dagli scienziati per evitare effetti devastanti anche sulla biodiversità, potrebbe aumentare le estinzioni fino al 38% entro il 2050 nella sola Europa.

E’ uno dei principali temi che saranno discussi al XV Convegno Italiano di Ornitologia “Cambiamenti climatici e disturbi di origine umana”, che inizia oggi per concludersi il 18 ottobre prossimo resso il Parco Nazionale del Circeo dalla Stazione Romana Osservazione e Protezione Uccelli (associazione ornitologica fondata nel 1965 da Fulco Pratesi) e patrocinato da WWF Italia, LIPU-BirdLife, ISPRA, Agenzia Regionale Parchi della Regione Lazio e Parco Nazionale del Circeo.

Ma come i cambiamenti climatici possono influire sugli uccelli?


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Caccia in Sicilia: vietato cacciare dove è già vietato.

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 3 settembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

A poche ore dall’inizio della nuova stagione venatoria il neo assessore all’Agricoltura e Foreste della Regione Sicilia, On. Michele Cimino, esordisce con un decreto che porta la data del 31 agosto con il quale, per eludere le decisioni dei giudici del TAR di Palermo, che lo scorso luglio avevano sospeso alcune parti del calendario venatorio, vieta la caccia dove è già vietata almeno dal 1977!
Infatti, si legge nel decreto dell’On. Cimino che l’attività venatoria è inibita in parchi, riserve naturali, oasi, aree del demanio forestale e nei terreni agricoli recintati!
Il  TAR di Palermo con le ordinanze n. 730/09, 731/09, 732/09,  accogliendo il ricorso della LAV presentato insieme a ENPA, Legambiente, MAN e WWF, aveva imposto all’Assessore di proibire l’attività venatoria nelle “rotte migratorie: aree dove si concentra il passo degli uccelli migratori.

Questo avrebbe determinato il divieto di caccia per esempio in tutte le isole minori siciliane, in tutte le zone umide ed in tutta la fascia costiera della regione per almeno mezzo chilometro dalla battigia.

Un intervento di grande utilità per la fauna selvatica ma chiaramente svantaggiosa per il popolo delle doppiette.
Così in loro soccorso ecco arrivare, con un tempismo da primato, il decreto che stabilisce che quelle rotte migratorie coincidono con aree già interdette alla caccia (parchi, riserve, aree protette, etc…).
Si tratta, quindi, di un palese quanto grave ed illegittimo aggiramento della chiarissima indicazione della magistratura.


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Illegittime le linee guida della Basilicata che regolamentano l'eolico nel paesaggio

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 1 giugno 2009 • Commenti 0 • Categoria: Energia Eolica

Sembra aver ripreso piena vitalità la lunga battaglia tra chi voleva l'eolico e chi cercava di fermare qualsiasi nuova installazione di questa fonte rinnovabile nella regione Basilicata.
L'Anev, assistendo alcuni propri associati, aveva di fatto promosso ricorso in sede di TAR contro la legge regionale 9/07 della regione Basilicata, ritenuta dalla medesima associazione palesemente illegittima.

La sentenza pubblicata il 29 maggio 2009 da una chiara e definitiva interpretazione della ripartizione delle competenze tra Stato centrale e Enti locali, assegnando alle competenze centrali le questioni in materia di Paesaggio.
Al riguardo ogni atto inerente la tutela Paesaggistica risulta di competenza Statale ricadendo infatti nelle Linee Guida ex Art. 12 comma 10 del D. Lgs. 387/03.

Del resto è interesse comune concorrere alla promozione e utilizzazione della fonte eolica in un rapporto equilibrato tra insediamenti e natura, nonché quello di promuovere la ricerca e lo sviluppo tecnologico finalizzato all’utilizzo della risorsa vento e all’uso razionale dell’energia, oltre che alla diffusione di una corretta informazione basata su dati reali.
L’obiettivo di conciliare lo sviluppo della produzione di energia pulita con le necessarie tutele di valorizzazione e salvaguardia del territorio, ha portato ANEV, LEGAMBIENTE, WWF e GREENPEACE a intraprendere una stretta collaborazione che ha portato alla sottoscrizione di un Protocollo d’intesa con che sono finalizzati a diffondere l’eolico tutelandone il corretto inserimento degli impianti nel paesaggio.


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Operazione Capovaccaio. Arianna torna in Italia

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 30 aprile 2009 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Liberata 3 anni fa in Puglia una giovane femmina di capovaccaio di nome Arianna, munita di una radio satellitare, è in viaggio dal Mali, paese dell’Africa centrale, all’Italia.

E’ un viaggio di ritorno quello del piccolo avvoltoio, una specie di cui restano appena 10 coppie in Italia e per questo oggetto di un pionieristico progetto del WWF Toscana creato per riportare il numero di esemplari ad un livello accettabile per la sopravvivenza della specie.

Il ritorno di Arianna in Italia è un evento di grande interesse scientifico, da seguire con il fiato sospeso, e rappresenta un passo in più verso la speranza di salvare questa specie dall’estinzione.
 
Arianna  è  nata nell’estate 2006 nel CERM, Centro Rapaci Minacciati di Rocchette di Fazio (GR) nella Toscana meridionale.
Il volo di Arianna è, infatti, frutto del Progetto Capovaccaio sviluppato attraverso l’utilizzo di esemplari di capovaccaio irrecuperabili, curati dopo ferite ed incidenti provocati dall’uomo: questi animali, purtroppo non più adatti alla vita selvatica e dunque non liberabili, sono infatti ancora in grado di riprodursi.
In questi anni nel Centro sono nati 14 capovaccai di cui 9 sono stati liberati: 2 in Toscana, 6 in Puglia ed 1 in Sicilia.


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Aspettando i rapaci e le cicogne in migrazione sullo Stretto di Messina

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Domenica, 8 marzo 2009 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Una data da segnare e ricordare: Sicilia 13 aprile – 24  maggio 2009.
Per tutti coloro che amano il Bird Watching il WWF ed altre associazioni installeranno un campo di osservazione nella località Monti Peloritani (Messina) per osservare la migrazione primaverile di rapaci e cicogne.
La finalità?
Godere di uno dei meravigliosi spettacoli della natura in movimento e divenire. E con la presenza sul territorio di tanti bird watcher, dissuadere l'ancora presente bracconaggio.

Ma vediamo di capire bene cosa succede in questo periodo dell'anno sullo Stretto di Messina.

Sullo Stretto di Messina per decenni ad aspettare i rapaci e le cicogne in migrazione ci sono stati solo i fucili dei bracconieri. In periodo di caccia chiusa, da appostamenti fissi in valichi montani e collinari, vietati dalla legge, migliaia di falchi – protetti dalla legge - trovavano la morte.
Sin dal 1981 il WWF ha avviato una lunga campagna di repressione e prevenzione del bracconaggio e sin dal 1984 è stato organizzato un campo internazionale per contrastare la strage primaverile.
Questa attività ha portato a grandi risultati: il bracconaggio è stato drasticamente ridotto e gli uccelli che passano ogni primavera sono a poco a poco aumentati.
Durante il primo anno di campo (1984) sono stati contati 3.198 rapaci e 1.185 spari, nel 2000 sono stati contati 34.302 rapaci e solo 5 spari.
Il record è stato raggiunto due anni fa [2007] con la migrazione spettacolare di 38.367 rapaci, dei quali oltre 33.000 Falchi pecchiaioli, la specie più comune.


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