Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Un weekend all'insegna dell'Ecoscienza. Boom di visite

Scritto da 100ambiente - News • Lunedì, 25 ottobre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Appuntamenti
Tutto esaurito in siti italiani ricerca divulgazione scientifica. A dimostrazione ch eil tema diventa sempre più importante e prioritario nella vita della popolazione italiana.

Tutto esaurito nelle decine di musei scientifici, orti botanici, acquari, Oasi WWF, realtà territoriali di tutta Italia che sabato e domenica hanno animato la prima edizione di "Biodiversamente".

Il Festival dell'Ecoscienza, organizzato dal WWF e dall'Associazione Nazionale Musei Scientifici (ANMS), ha spalancato le porte sull'immenso patrimonio di natura conservato nei luoghi della ricerca e della divulgazione scientifica, oltre che nelle aree naturali, portando alle luci della ribalta il lavoro nascosto di centinaia di ricercatori ed esperti che lavorano ogni giorno per conservare la storia della biodiversità e garantire il suo futuro.

"Al Festival dell`Ecoscienza gli italiani hanno fatto il `pieno` di natura, dimostrando un grande desiderio di conoscerla e toccarla con mano, sia in città che nelle aree naturali. E questa conoscenza può diventare un importante strumento di tutela, perché chi oggi ha scoperto il grande valore della biodiversità, domani vorrà e saprà difenderla sempre meglio

ha detto in una nota Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia

Per questo il WWF chiede che il complesso sistema che conserva, studia, tutela e comunica al grande pubblico la natura sia sostenuto da finanziamenti adeguati e possa così portare avanti un servizio importantissimo per la natura italiana e utile a tutti noi." 


>>Continua a leggere "Un weekend all'insegna dell'Ecoscienza. Boom di visite"

2670 hits
Twitter Google Bookmarks FriendFeed Bookmark Un weekend all'insegna dell'Ecoscienza. Boom di visite  at YahooMyWeb Bookmark Un weekend all'insegna dell'Ecoscienza. Boom di visite  at NewsVine Bookmark Un weekend all'insegna dell'Ecoscienza. Boom di visite  with wists Stumble It! Print this article! E-mail this story to a friend!

Il Parco naturale delle Isole Reunion devastato da un incendio

Scritto da 100ambiente - News • Lunedì, 18 ottobre 2010 • Commenti 1 • Categoria: Territorio
Uno degli ecosistemi più delicati dell'Oceano indiano è minacciato dal fuoco. Un incendio sta bruciando uno dei paradisi terrestri.

Uno dei più preziosi ecosistemi dell'Oceano indiano è minacciato dalle fiamme: un violento incendio sta devastando da una settimana il parco nazionale dell'Isola dela Reunion, ad est del Madagascar.

"Non siamo ancora venuti a capo della situazione anche a causa delle alte temperature",

ha spiegato il prefetto, Michel Lalande, che ha chiesto rinforzi alla Francia metropolitana.

La situazione si è aggravata a causa dei forti venti e alcune squadre di pompieri, circondati dalle fiamme, hanno dovuto essere evacuate: oltre mille ettari di foresta primaria sono andati distrutti.


>>Continua a leggere "Il Parco naturale delle Isole Reunion devastato da un incendio"

4256 hits
Twitter Google Bookmarks FriendFeed Bookmark Il Parco naturale delle Isole Reunion devastato da un incendio  at YahooMyWeb Bookmark Il Parco naturale delle Isole Reunion devastato da un incendio  at NewsVine Bookmark Il Parco naturale delle Isole Reunion devastato da un incendio  with wists Stumble It! Print this article! E-mail this story to a friend!

Il caso delle sogliole tossiche nel Santuario dei Cetacei

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Sabato, 7 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Ittica

Sogliole tossicheTorniamo a parlare del Santuario dei Cetacei, chiamato anche Santuario Pelagos, una zona di mare protetta dal 1999 grazie a un Accordo fra Italia, Francia e Principato di Monaco. Ricordiamo che si tratta di una superficie di quasi 90.000 km2, compresa in quella porzione del mar Ligure e dell’alto Tirreno tra Liguria, Toscana e Costa Azzurra.
La particolare abbondanza di nutrienti rende speciali queste acque è un richiamo per molte specie animali importanti, come la balenottera comune (il secondo animale al mondo per dimensioni), il capodoglio, la stenella e il tursiope. E’ per tale ragione che è nato il Santuario: per tutelare questo prezioso ecosistema e gli animali che lo popolano!

Ma ancora una volta arrivano dati allarmanti ed in particolar modo sulle ultime analisi fatte su un determinato pesce: la sogliola comune.
Il progetto di analizzare campioni di sogliola (Solea vulgaris), del Santuario dei Cetacei nasce con l’intento di quantificare la presenza di alcuni contaminanti ambientali in un importante anello della catena alimentare. Fra i composti analizzati ci sono gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), componenti naturali del carbone e del petrolio, di cui alcuni sono probabili cancerogeni per l’uomo; il Bisfenolo A (BPA) sostanza pericolosa per il sistema ormonale usata nella fabbricazione di molte plastiche; i metalli pesanti (piombo, mercurio e cromo) utilizzati in numerose applicazioni e pericolosi per il sistema nervoso e quello renale.

Questi pesci sono ottimi bioindicatori perché conducono una vita stanziale a contatto con i sedimenti. Le sogliole sono una fonte di alimentazione per alcuni cetacei (tursiope) ma anche per l’uomo: questa è fra le prime specie di pesce consigliate in fase di svezzamento dei nostri bambini!

Greenpeace vuole quindi denunciare l’inattività delle Parti Contraenti dell’Accordo del Santuario dei Cetacei che in un decennio non hanno fatto nulla per monitorare e proteggere questa zona di mare, tanto meno sotto il profilo dell’inquinamento marino.


>>Continua a leggere "Il caso delle sogliole tossiche nel Santuario dei Cetacei"

6947 hits
Twitter Google Bookmarks FriendFeed Bookmark Il caso delle sogliole tossiche nel Santuario dei Cetacei  at YahooMyWeb Bookmark Il caso delle sogliole tossiche nel Santuario dei Cetacei  at NewsVine Bookmark Il caso delle sogliole tossiche nel Santuario dei Cetacei  with wists Stumble It! Print this article! E-mail this story to a friend!

Scandalosi i dati rilevati da Greenpeace nel Santuario dei Cetacei

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 21 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Ittica

Divieto Balneazione - Greenpeace Report Santuario CetaceiFanno trasalire gli ultimi dati diffusi da Greenpeace riguardo le analisi batteriche effettuate nel Santuario dei Cetacei, quella porzione di mare del Mediterraneo dove si possono ammirare balene e delfini senza andare dall'altra parte del mondo. Si tratta di un triangolo compreso tra la Costa Azzurra, la Toscana e intorno alla Corsica, un tempo santuario di questi animali un tempo ricchissimo di esemplari.

In queste acque, dove per il confluire delle correnti si creano particolari condizioni favorevoli che concentrano nutrienti e prede, vivono specie come la balenottera comune, il secondo animale al mondo per dimensioni (più piccolo solo della balenottera azzurra), il capodoglio, la stenella, il tursiope, e molti altri, che qui si riuniscono soprattutto durante il periodo estivo per alimentarsi.

Nel 1999 è stato siglato un Accordo tra Italia, Francia e Monaco per realizzare un Santuario dei Cetacei con una superficie di quasi 90.000 km2. Nel 2001 nell’elenco delle Aree a Protezione Speciale di Interesse Mediterraneo del Protocollo sulle Aree Protette (ASPIM) della Convenzione di Barcellona.
Ciò rende il Santuario un’area protetta a livello internazionale, un interessante precedente giuridico per la tutela di ampie aree del Mediterraneo, anche in acque internazionali.

Malgrado tutto ciò le minacce aumentano e le balene e i delfini diminuiscono proprio in un’area che dovrebbe garantire le condizioni ideali per la loro conservazione.
I dati raccolti da Greenpeace nell’Agosto del 2008 indicavano una riduzione di circa il 50% delle stenelle rispetto alle stime degli anni Novanta, mentre sono state osservate solo un quarto delle balenottere attese.

Ed oggi? Vediamo cosa succede.


>>Continua a leggere "Scandalosi i dati rilevati da Greenpeace nel Santuario dei Cetacei"

8484 hits
Twitter Google Bookmarks FriendFeed Bookmark Scandalosi i dati rilevati da Greenpeace nel Santuario dei Cetacei  at YahooMyWeb Bookmark Scandalosi i dati rilevati da Greenpeace nel Santuario dei Cetacei  at NewsVine Bookmark Scandalosi i dati rilevati da Greenpeace nel Santuario dei Cetacei  with wists Stumble It! Print this article! E-mail this story to a friend!

Un piano regolatore mette in pericolo l'Area Marina Protetta del Plemmirio

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 21 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Area Marina Protetta PlemmirioUn piano regolatore che prevede la quasi totale cementificazione del territorio mette sotto grave pericolo il territorio di Siracusa e in particolare l'Area Marina Protetta del Plemmirio. E' quanto denuncia Enzo Maiorca e altre 42 Associazioni ambientaliste.
Con il nuovo piano regolatore entrato in vigore da 3 anni si corre dunque il rischio di vedere realizzati almeno 8 villaggi turistici. La maggior parte di essi verrebbero costruiti sulla costa mettendo in atto uno sviluppo turistico non rispondente alle reali necessità della città siracusana e in totale controtendenza con gli elementari principi della sostenibilità.

Uno di questi metterebbe in serio pericolo una delle zone più pregiate, poco antropizzate e ricca di biodiversità, la penisola della Maddalena, tutelata dall’Area Marina Protetta del Plemmirio.
Si muove anche il WWF che rilancia uno studio effettuato nel 2003 sulla possibilità di realizzare una Riserva Terrestre complementare con la già istituita Area Marina Protetta al fine di incrementare il grado di tutela di un ecosistema ambientale unico al mondo.

Il problema è sempre medesimo. La dualità torna a scontrarsi, ovvero la necessità di uno sviluppo economico da una parte e le necessità di equilibrio per il territorio e l'ambiente. Cosa non impossibile, ma l'accusa che le Associazioni rivolgono al mondo politico è quella di non rendersi conto che la strada intrapresa è assolutamente sbagliata.
Ricordiamo che il territorio di Siracusa - se non bastasse il pericolo di mettere a repentaglio l'Area Marina Protetta del Plemmirio - è inserito nel patrimonio dell’Unesco.


>>Continua a leggere "Un piano regolatore mette in pericolo l'Area Marina Protetta del Plemmirio"

12226 hits
Twitter Google Bookmarks FriendFeed Bookmark Un piano regolatore mette in pericolo l'Area Marina Protetta del Plemmirio  at YahooMyWeb Bookmark Un piano regolatore mette in pericolo l'Area Marina Protetta del Plemmirio  at NewsVine Bookmark Un piano regolatore mette in pericolo l'Area Marina Protetta del Plemmirio  with wists Stumble It! Print this article! E-mail this story to a friend!

Taglio del 50% dei bilanci dei parchi italiani? Rischio chiusura!

Scritto da Paolo Fraelli • Martedì, 6 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Con l'ipotesi di taglio del 50% dei bilanci dei parchi italiani, la cancellazione dei servizi essenziali a difesa della natura, dal camoscio d’Abruzzo, all’orso marsicano e l’orso bruno alpino, dalla lontra al gipeto per citarne solo alcuni, è quasi certa.
Il FAI e il WWF Italia ricordano come i parchi garantiscano servizi antibracconaggio e antincendio, vigilanza contro i reati ambientali, per la tutela effettiva dei più importanti valori naturalistici racchiusa in circa 10% del nostro territorio più prezioso (circa 20% se si considerano anche le aree tutelate dall’Europa), nonché un’importante esperienza di educazione e formazione ambientale.

Finanziamenti Parchi Nazionali

Per questo il taglio del 50% dei bilanci dei parchi, che sono tra gli enti vigilati dallo Stato per i quali la Manovra correttiva 2011-2012 vorrebbe il dimezzamento dei finanziamenti, mette gli enti di gestione delle aree protette nell’impossibilità di operare e, quindi, a rischio di chiusura.

Il FAI e WWF Italia, che sostengono la posizione contraria al taglio del Ministro dell’Ambiente, ricordano che i Parchi Nazionali per il loro funzionamento ricevano dal Ministero dell’Ambiente un finanziamento che complessivamente ammonta a circa 50 milioni di euro, in altre parole una briciola infinitesima all'interno degli sprechi italiani.

Se si pensa solo allo scandalo delle auto blu e al loro costo, un tale taglio diventa inaccettabile.
Il finanziamento destinato ai parchi prima del previsto taglio già oggi non consente di coprire le esigenze di completamento di tutte le piante organiche e di meglio garantire alcune esigenze gestionali primarie come, ad esempio, quelle della vigilanza.


>>Continua a leggere "Taglio del 50% dei bilanci dei parchi italiani? Rischio chiusura!"

4385 hits
Twitter Google Bookmarks FriendFeed Bookmark Taglio del 50% dei bilanci dei parchi italiani? Rischio chiusura!  at YahooMyWeb Bookmark Taglio del 50% dei bilanci dei parchi italiani? Rischio chiusura!  at NewsVine Bookmark Taglio del 50% dei bilanci dei parchi italiani? Rischio chiusura!  with wists Stumble It! Print this article! E-mail this story to a friend!

Arriva il parco marino transfrontaliero delle Bocche di Bonifacio.

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 12 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Parco Bocche di BonifacioIl Ministero dell’Ambiente con due importanti iniziative ha avviato l'iter per l'istituzione di nuovi parchi marini volti alla tutela del mare e del suo ecosistema. Quello più difficile, ossia quello dell Bocche di Bonifacio (che si trova nello stretto tra la Sardegna e la Corsica) è stato reso possibile grazie al protocollo con il quale il governo italiano e quello francese hanno deciso la sua istituzione, realizzando di fatto il parco marino transfrontaliero di enorme importanza da un punto di vista ecologico.

Entrano poi a far parte del sistema dei parchi tre nuove aree marine protette: le Secche della Meloria in Toscana, Torre Del Cerrano in Abruzzo, Costa degli Infreschi e della Masseta in Campania, portando a  31 il numero totale delle riserve marine italiane (26 aree marine protette, 1 Santuario dei mamiferi marini, 2 parchi archeologici sommersi, 2 protezioni a mare di due parchi nazionali).


>>Continua a leggere "Arriva il parco marino transfrontaliero delle Bocche di Bonifacio."

9890 hits
Twitter Google Bookmarks FriendFeed Bookmark Arriva il parco marino transfrontaliero delle Bocche di Bonifacio.  at YahooMyWeb Bookmark Arriva il parco marino transfrontaliero delle Bocche di Bonifacio.  at NewsVine Bookmark Arriva il parco marino transfrontaliero delle Bocche di Bonifacio.  with wists Stumble It! Print this article! E-mail this story to a friend!

Il ritrovamento dello sciacallo dorato in Carnia, nella Val Tagliamento

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 4 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Sciacallo DoratoSecondo i ricercatori dell’università di Udine la presenza in Carnia della specie protetta dello sciacallo dorato (Canis aureus) è ora certa.
A confermarlo, il ritrovamento nella Val Tagliamento, lungo la strada che collega Enemonzo e Socchieve (Ud), del corpo di una giovane femmina, probabilmente investita, dell’età di circa 8-9 mesi e del peso di 10 chili.

Nella tragedia, la notizia positiva. Si tratta del primo segnale certo di presenza di questa specie per l’area della Carnia, dopo gli avvistamenti da parte delle locali stazioni del Corpo Forestale regionale sin dal 2001.
La giovane età dell’animale rinvenuto

indica – spiega Stefano Filacorda, ricercatore del dipartimento di Scienze animali e docente di ecologia animale della facoltà di Medicina veterinaria dell’ateneo friulano – che lo sciacallo era ancora legato alla madre, facendo così ipotizzare la presenza nella zona di un nucleo riproduttivo.

Lo sciacallo dorato si differenzia dalla volpe per le maggiori dimensioni (può arrivare a pesare anche oltre 16 kg), la coda più corta (20-25 cm) e le zampe più lunghe (altezza alla spalla 50 cm), oltre che per il tipico mantello; generalmente si alimenta di piccoli mammiferi, di carcasse di animali, oltre che di anfibi, rettili e uccelli.

Non è un specie “tipica” italiana, ma un canide che proviene dall’est Europa.
Lo sciacallo proviene dai Balcani, e la sua espansione sembra dipendere dalla recente diminuzione dei lupi. E proprio allo scopo di capire le relazioni esistenti tra queste due specie e di migliorare la conoscenza dell’ecologia dello sciacallo, il dipartimento di Scienze Animali dell’università di Udine in collaborazione con enti stranieri sta per intraprendere una serie di ricerche su sciacallo dorato e lupo, che sembra essere ricomparso di recente sul Carso triestino.


>>Continua a leggere "Il ritrovamento dello sciacallo dorato in Carnia, nella Val Tagliamento "

9302 hits
Twitter Google Bookmarks FriendFeed Bookmark Il ritrovamento dello sciacallo dorato in Carnia, nella Val Tagliamento   at YahooMyWeb Bookmark Il ritrovamento dello sciacallo dorato in Carnia, nella Val Tagliamento   at NewsVine Bookmark Il ritrovamento dello sciacallo dorato in Carnia, nella Val Tagliamento   with wists Stumble It! Print this article! E-mail this story to a friend!

In arrivo il Parco Nazionale Isole Egadi. Per soldi o per amore della natura?

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 24 novembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Favignana
In arrivo il Parco Nazionale Isole Egadi.
Parrebbe di si.
O per lo meno, ci stanno lavorando - a quanto pare - intensamente.

Tralasciando gli incontri politico-amministrativi avvenuti ieri presso la sala consiliare del Comune di Valderice, dove rappresentanti delle amministrazioni territoriale coinvolte si sono passati in gran numero di pezzi di carta necessari per portare avanti il procedimento di costituzione del Parco delle Egadi, di fatto qualche passo avanti sembra esser stato fatto.

In forza della legge 222 del 2007, con la quale il ministero dell'Ambiente aveva inserito l'indicazione dell'istituzione del Parco delle Egadi, l'assessorato regionale all'ambiente ha predisposto e prodotto tutto il materiale scientifico disponibile al fine di accelerare le procedure propedeutiche all'istituzione del Parco.

Il prossimo passo sarà la convocazione di un tavolo tecnico per definire nei dettagli la procedura di costituzione che sarà proposta al ministero dell'Ambiente.
E' indubbia l'importanza naturalistica ed economica di questo nuovo Parco.
Diremmo quasi indispensabile e necessaria, in un contesto ambientale dalle peculiarità e unicità davvero speciali.

Ma dove si svilupperà questo nuovo Parco e quali saranno i territori dei comuni coinvolti?


>>Continua a leggere "In arrivo il Parco Nazionale Isole Egadi. Per soldi o per amore della natura?"

4931 hits
Twitter Google Bookmarks FriendFeed Bookmark In arrivo il Parco Nazionale Isole Egadi. Per soldi o per amore della natura?  at YahooMyWeb Bookmark In arrivo il Parco Nazionale Isole Egadi. Per soldi o per amore della natura?  at NewsVine Bookmark In arrivo il Parco Nazionale Isole Egadi. Per soldi o per amore della natura?  with wists Stumble It! Print this article! E-mail this story to a friend!

Parte il parco eolico "Valbormida", il più grande della Liguria.

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 17 novembre 2009 • Commenti 1 • Categoria: Energia Eolica

Il prossimo 21 novembre, alla presenza di personaggi pubblici, Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative inaugurerà il parco eolico ”Valbormida”, il più grande della Liguria.

Il parco eolico “Valbormida” si sviluppa per circa 1 km ad una quota compresa tra 780 e 830 m slm in una zona a nord-est della frazione Montenotte Superiore, lungo il crinale di confine col Comune di Albisola Superiore, nella zona tra La Crocetta e Cima della Biscia, interamente nel comune di Cairo Montenotte (SV).


I sei aerogeneratori del parco sono già produttivi (l’ultimo è entrato in funzione la scorsa settimana).
Si stima una produzione annua pari a oltre 10.000 MWh, in grado di coprire quasi interamente il fabbisogno energetico civile del comune di Cairo Montenotte, che conta circa 13.000 abitanti.

Energia che non inquina, perché verrà prodotta senza immettere in atmosfera emissioni di gas serra, con un risparmio di CO2 pari a oltre 10.000 t/anno.
Con l’impianto di Cairo Montenotte, FERA è, a oggi, il principale operatore del settore nella regione Liguria, nel cui territorio conta 13 aerogeneratori, per una potenza installata complessiva pari a 10,4 MW.


>>Continua a leggere "Parte il parco eolico "Valbormida", il più grande della Liguria."

Select language: English, Italian
11291 hits
Twitter Google Bookmarks FriendFeed Bookmark Parte il parco eolico "Valbormida", il più grande della Liguria.  at YahooMyWeb Bookmark Parte il parco eolico "Valbormida", il più grande della Liguria.  at NewsVine Bookmark Parte il parco eolico "Valbormida", il più grande della Liguria.  with wists Stumble It! Print this article! E-mail this story to a friend!

Quando il bracconaggio finanzia la guerra

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 8 settembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Fauna, Mercati e Tendenze

Il traffico internazionale di specie protette è ormai controllato dalle multinazionali del crimine e in Africa i “signori della guerra” lo impiegano per finanziare i propri eserciti personali.
Un’escalation di bracconaggio e contrabbando per affrontare la quale occorre evolvere gli strumenti contrasto.

I bracconieri sono arrivati al galoppo all’interno del parco nazionale Zakouma, in Ciad, ultimo rifugio di una popolazione di elefanti che una volta era prospera.
Ma il loro bersaglio questa volta non erano i pochi elefanti rimasti, ma la tonnellata e mezza di avorio – del valore di circa 1,3 milioni di dollari – custodita in una camera blindata nel quartier generale del Parco e frutto dei sequestrate degli ultimi anni e veniva.

Né l'audacia dell'attacco né la sua brutalità – gli attaccanti hanno ucciso tre ranger – hanno impressionato i funzionari.
Sono circa 100 i ranger che in Africa vengono uccisi ogni anno da bracconieri ben più numerosi e meglio armati di loro.
Il vero shock è stato scoprire la provenienza degli attaccanti.


Questi erano infatti Janjaweed, appartenenti alla milizia responsabile dei genocidi in Darfur.
Un segnale minaccioso di come un certo bracconaggio si stia evolvendo da crimine commesso da piccole bande di operatori disorganizzati e poveri ad attività in grande stile che coinvolge organizzazioni criminali ed eserciti privati.

Attirati dal denaro facile, i Janjaweed hanno ampliato la propria attività di macellai senza scrupoli alle specie in via di estinzione.
Durante gli ultimi due anni hanno massacrato centinaia di elefanti intorno a Zakouma, affermano le autorità del Ciad, portando le zanne in Sudan, da dove vengono esportate illegalmente verso l’Asia per reinvestire i profitti nell’acquisto di armi.


>>Continua a leggere "Quando il bracconaggio finanzia la guerra"

27283 hits
Twitter Google Bookmarks FriendFeed Bookmark Quando il bracconaggio finanzia la guerra  at YahooMyWeb Bookmark Quando il bracconaggio finanzia la guerra  at NewsVine Bookmark Quando il bracconaggio finanzia la guerra  with wists Stumble It! Print this article! E-mail this story to a friend!

Orso marsicano: la resa dei conti

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 5 agosto 2009 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

L’ennesima Orsa trovata morta al Parco d’Abruzzo riapre una ferita lacerante e pone seri interrogativi, destinati a rimanere, ancora una volta, senza risposta (25/06/09)
Perché non è possibile che in un Parco Nazionale muoiano tanti orsi, senza che siano mai chiarite le vere cause, senza che vengano individuati i responsabili, e con il rischio che tutto cada nel dimenticatoio. Perché il vero numero dei plantigradi deceduti nell’ultimo settennio (il periodo della “nuova gestione”, per intenderci) non è stato mai rivelato.

Perché non è stato mai chiarito l’impiego delle cosiddette “esche olfattive” a suo tempo diffuse per disturbare e deviare ogni orso sopravvissuto. Perché è difficile credere che animali giovani e sani possano morire per cause naturali, ed essere ritrovati per puro caso, come mai avvenuto in precedenza, qua e là all’aperto. Perché non ha avuto senso tener nascoste le informazioni, proclamando verità apodittiche, e sfidando tutti gli osservatori tenuti all’oscuro dei fatti a dimostrare il contrario.

Perché è stato ridicolo annunciare massicce operazioni di sorveglianza, promettere taglie milionarie, assicurare azioni efficienti e immediate, accusare dei delitti persino la criminalità organizzata (che pure non manca davvero), quando i veri colpevoli potrebbero celarsi non lontano, ridendosela alle spalle di tutti. Perchè alcuni orsi sono stati rinvenuti nelle vicinanze dei centri maggiori, e altri persino nelle Riserve Integrali. Perché a segnalarli sono stati spesso, per puro caso e dopo lungo tempo, semplici escursionisti, e non le autorità competenti, i cui operatori hanno oggi raggiunto il numero più elevato dell’intera storia del Parco.


>>Continua a leggere "Orso marsicano: la resa dei conti"

5441 hits
Twitter Google Bookmarks FriendFeed Bookmark Orso marsicano: la resa dei conti  at YahooMyWeb Bookmark Orso marsicano: la resa dei conti  at NewsVine Bookmark Orso marsicano: la resa dei conti  with wists Stumble It! Print this article! E-mail this story to a friend!