Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Il Wwf denuncia: in 3 anni il bilancio Ministero dell'Ambiente tagliato del 60%

Scritto da 100ambiente - News • Mercoledì, 17 novembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze
Nel 2009 destinati 1,2 miliardi euro, nel 2011 appena 514 milioni.
Una situazione scandalosa e insostenibile, considerando che l'ambiente è il futuro per lo sviluppo economico e turistico italiano.

In tre anni il bilancio del ministero dell`Ambiente subisce un taglio del 60%: nel 2009 venivano destinati a questo dicastero 1,2 miliardi di euro, mentre nel 2011 la disponibilità sarà di circa 514 milioni di euro.

A denunciarlo è il Wwf in un dossier nel quale si precisa che nel 2011 al Ministero,

"che è di gran lunga all`ultimo posto dei dicasteri con portafoglio"

verrà assegnata una cifra equivalente al costo di una fregata multimissione Frem (500 milioni).
Il Wwf fa notare che anche i dicasteri che intervengono su terreni analoghi a quello del ministero dell`Ambiente come Ministero per i beni e le attività culturali e quello delle Politiche agricole subiranno nel triennio 2011-2013 riduzioni di spesa (stabilite dai decreti governativi), che si aggirano però attorno, rispettivamente al 20 e 30%, mantenendo comunque una disponibilità nel 2011 rispettivamente di 1,4 miliardi di euro e di 1,5 miliardi di euro.


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I risultati Midterm a sfavore dei democratici indicano il tramonto dell'agenda verde di Obama

Scritto da 100ambiente - News • Giovedì, 4 novembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici
La maggioranza dei nuovi eletti repubblicani non crede al cambiamento climatico. In altre parole, questo vuol dire che Obama non avrà abbastanza voti per portare avanti l'ambizioso progetto a favore dell'ambiente, così come descritto nella sua agenda verde.
Ritorna lo spettro della deregulation ambientale dell'era Bush.

I cittadini californiani martedì hanno respinto con un referendum una norma che annullava la legge statale sul cambiamento climatico: l'unico dato positivo in una serata, quella delle elezioni di metà mandato, che di fatto ha segnato la fine dell'agenda verde del presidente Usa Barack Obama.

Con la solitaria vittoria californiana gli ambientalisti sono riusciti a tenere in vita un modello per la lotta al riscaldamento, preservando una legge del 2006 che fissa obiettivi ambiziosi per la riduzione dei gas serra e ha attirato decine di milioni di investimenti verdi.


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Regole e limiti più severi sulle emissioni industriali dalla UE

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Domenica, 8 agosto 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Nuova direttiva emissioni industrialiNel mese di Luglio, è stata approvata la nuova Direttiva sulle emissioni industriali decisa dal Parlamento europeo che punta a regole più chiare e aria più pulita sui cieli europei.
Il testo, frutto di un accordo col Consiglio dei Ministri, stabilisce limiti più severi, ad esempio per l'inquinamento atmosferico e offre ai governi nazionali una certa flessibilità nell'applicazione delle limitazioni per le centrali elettriche e la possibilità di sospendere le regole, a particolari condizioni, per un certo numero d'impianti.

Dunque si punta a migliorare la protezione dell'ambiente e della salute e a rendere le regole in materia più chiare e semplici da applicare.
Il testo approvato aggiorna e riunisce sette diverse legislazioni, inclusa la Direttiva sui grandi impianti di combustione e quella sulla Prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento (IPPC); quest'ultima copre circa 52.000 impianti industriali e agricoli con grande potenziale d'inquinamento, dalle raffinerie agli allevamenti di maiali.

Ma non è oro tutto quel che luccica.
Infatti è stato concesso ad alcuni casi tempo in più per alcune centrali elettriche.

Ossidi di azoto, anidride solforosa e polveri possono essere sostanze molto dannose per la salute e contribuire a provocare, ad esempio, cancro, asma e piogge acide: il testo approvato stabilisce limiti più severi per le emissioni di tali sostanze dal 2016.
Deputati e governi nazionali si sono accordati anche sulla possibilità, per gli Stati membri, di utilizzare piani nazionali transitori per un certo numero d'impianti di combustione, inclusi quelli a combustibili fossili, e avere cosi tempo fino a luglio 2020 per conformarsi alle nuove regole.
Le nuove regole potrebbero invece non applicarsi mai a un certo numero d'impianti di vecchia data, nel caso questi cessino ogni attività nel 2023 o 17.500 ore di lavoro dopo il 2016. Le nuove centrali elettriche ed energetiche dovranno comunque conformarsi alle nuove regole entro il 2012.


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Negoziati sul clima di Bonn. Il punto secondo il WWF

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Sabato, 7 agosto 2010 • Commenti 1 • Categoria: Cambiamenti climatici

Per il WWF i Governi che hanno partecipato ai negoziati sul clima, che si sono chiusi ieri a Bonn, devono dare una svolta ai negoziati, altrimenti sprecheranno l’importante opportunità di fare progressi alla 16° Conferenza delle Parti di Cancun (Messico) che avrà luogo a novembre.

Cambiamenti Climatici Bonn

“A Cancun i governi possono e devono fare passi avanti in ambiti come l’adattamento, la finanza per il clima e la lotta alla deforestazione

ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia

Ma devono aumentare i propri sforzi e iniziare a cercare punti di convergenza in maniera molto più seria.”

Per fare un esempio, l’ambito degli accordi già raggiunti a Copenaghen sulla riduzione delle emissioni dovute alla deforestazione e al degrado delle foreste (REDD) è stato messo di nuovo in discussione.


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1.400.000 firme raccolte. Un record per l'acqua pubblica

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 21 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Referendum firme acquaLa Commissione europea ha messo in mora il Governo italiano per il Dlgs.152/06, il cosiddetto “Codice per l'ambiente” in seguito ad un preciso reclamo del WWF Italia. La decisione è stata comunicata all’Associazione proprio mentre la campagna per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua sta festeggiando il successo di oltre 1.400.000 firme raccolte. 

Un vero successo quello del Comitato Promotore refendario che ha proprio ieri consegnato in Cassazione un risultato che segna un passo importante nella partecipazione democratica in questo Paese. Nessun referendum nella storia repubblicana aveva mai raccolto tante firme.

La sfida che il comitato promotore ha davanti è quella di portare almeno 25 milioni di italiani a votare tre “sì” la prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici.
Un risultato che oggi, alla luce del “risveglio democratico” a cui si è assistito nei mesi della raccolta firme, sembra assolutamente raggiungibile, almeno nel desiderio degli attivisti.

100ambiente non può essere concorde a questa così attiva partecipazione democratica, che dovrebbe essere già interpretata come un forte e chiaro segnale ai piani alti della politica.
Ma come dicevamo all'inizio dell'articolo, l'altro segnale forte, anzi, fortissimo viene dalla Comunità Europea, a dimostrazione come la Res Pubblica che dovrebbe aver a cuore anche il patrimonio idrico italiano non sia all'altezza della situazione.


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Taglio del 50% dei bilanci dei parchi italiani? Rischio chiusura!

Scritto da Paolo Fraelli • Martedì, 6 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Con l'ipotesi di taglio del 50% dei bilanci dei parchi italiani, la cancellazione dei servizi essenziali a difesa della natura, dal camoscio d’Abruzzo, all’orso marsicano e l’orso bruno alpino, dalla lontra al gipeto per citarne solo alcuni, è quasi certa.
Il FAI e il WWF Italia ricordano come i parchi garantiscano servizi antibracconaggio e antincendio, vigilanza contro i reati ambientali, per la tutela effettiva dei più importanti valori naturalistici racchiusa in circa 10% del nostro territorio più prezioso (circa 20% se si considerano anche le aree tutelate dall’Europa), nonché un’importante esperienza di educazione e formazione ambientale.

Finanziamenti Parchi Nazionali

Per questo il taglio del 50% dei bilanci dei parchi, che sono tra gli enti vigilati dallo Stato per i quali la Manovra correttiva 2011-2012 vorrebbe il dimezzamento dei finanziamenti, mette gli enti di gestione delle aree protette nell’impossibilità di operare e, quindi, a rischio di chiusura.

Il FAI e WWF Italia, che sostengono la posizione contraria al taglio del Ministro dell’Ambiente, ricordano che i Parchi Nazionali per il loro funzionamento ricevano dal Ministero dell’Ambiente un finanziamento che complessivamente ammonta a circa 50 milioni di euro, in altre parole una briciola infinitesima all'interno degli sprechi italiani.

Se si pensa solo allo scandalo delle auto blu e al loro costo, un tale taglio diventa inaccettabile.
Il finanziamento destinato ai parchi prima del previsto taglio già oggi non consente di coprire le esigenze di completamento di tutte le piante organiche e di meglio garantire alcune esigenze gestionali primarie come, ad esempio, quelle della vigilanza.


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Il nuovo blog sull'energia responsabile per le regioni europee

Scritto da Paolo Fraelli • Lunedì, 28 giugno 2010 • Commenti 2 • Categoria: Mercati e Tendenze

L’Assemblea delle Regioni d’Europa (ARE) e GE Energy hanno annunciato il lancio di R.E.F.E.R. (Responsible Energy for European Regions), un blog che ha l'obiettivo di favorire riflessioni e discussioni su tematiche energetiche in tutte le regioni europee.
R.E.F.E.R. pubblica notizie, analisi di settore e commenti su mercati, efficienza, sostenibilità locale, approvvigionamenti energetici sicuri e policy pubbliche provenienti da tutta Europa.

R.E.F.E.R.  non è una semplice pubblicazione in quanto favorisce lo scambio di punti di vista e idee fra politici, società, ricercatori e cittadini.

“Il riscaldamento globale è la sfida più grande che questa nostra generazione deve affrontare; risolverla è un'opportunità per costruire un futuro sano, sostenibile e prospero. Grazie a un approccio di tipo regionale possiamo dare al dibattito una nuova veste, gettando le basi per un piano concreto  sul clima al quale partecipino tutte le parti coinvolte”,

ha sottolineato Michèle Sabban, Presidente della ARE.

“Invito pertanto tutte le forze interessate, i politici, i cittadini e la società civile a partecipare e ad arricchire questo blog, aiutandoci a migliorare il processo di implementazione di soluzioni per l'energia sostenibile il cui impatto avrà un effetto positivo sulle economie locali da un lato e sulla qualità di vita dei cittadini dall'altro”.


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Stop in Parlamento alla caccia selvaggia. Confermato il divieto nel periodo di riproduzione e migrazione

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 22 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Voto in Camera dei Deputati sulla cacciaLa caccia rimane un problema insostenibile per la fauna italiana e la tutela della biodiversità: la pressione venatoria resta troppo alta e i calendari troppo permissivi. Resta aperto il problema della fauna sempre meno numerosa, paradossalmente alla base delle stesse rivendicazioni dei cacciatori.

In questo quadro aggravato ha però prevalso il senso di responsabilità nel Parlamento e nel Governo che ha evitato di estendere la stagione venatoria senza limiti certi e respinto una vera e propria deregulation venatoria, che stava allertando molti settori della società civile italiana. Grande soddisfazione quindi per le ultime novità in fatto di caccia dalle associazioni Altura, Amici della Terra, Animalisti italiani, Cts, Enpa, Fare Verde, Greenpeace, Memento Naturae, No alla caccia, Lav, Legambiente, Lida, Lipu, Mountain Wilderness, Oipa, UNA, Vas, WWF Italia dopo il voto dell’articolo 43 della legge Comunitaria approvato dall’Aula della Camera dei Deputati.

Il nuovo articolo recepisce correttamente molte delle richieste avanzate dalla Commissione Europea con la procedura d’infrazione 2006/2131 e consente all’Italia di attrezzarsi meglio per gli imminenti giudizi della Corte di Giustizia Europea.


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Sondaggio Ipsos: la caccia piace sempre meno

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 26 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Il 40% degli elettori alle regionali cambierebbe il suo voto se il candidato inizialmente prescelto proponesse regole a favore della caccia. È uno dei risultati di un sondaggio realizzato da Ipsos per Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf Italia su "Le opinioni degli italiani sulla caccia".

Dall'indagine emerge che il 79% dei cittadini considera la caccia una crudeltà da vietare o da regolare più rigidamente, mentre l'80% la vorrebbe vietare nei terreni privati senza l'autorizzazione del proprietario. L'84% degli italiani, inoltre, darebbe la licenza di caccia solo a 21 anni con ritiro ai 70, mentre il 71% chiede di limitare la stagione venatoria a ottobre, novembre e dicembre.


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La follia della proroga all'art 1 comma 289 della Finanziaria 2008

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 23 febbraio 2010 • Commenti 3 • Categoria: Risparmio in casa e ufficio

Il Comitato di Indirizzo, a cui aderiscono 16 Associazioni ambientaliste e del settore industriale delle energie rinnovabili (AIEL, ANEST, ANEV, APER, ASSOLTERM, ASSOSOLARE, FEDERPERN, FIPER, GIFI, GREENPEACE, ITALIA, GSES, ISES, ITALIA, ITABIA, KYOTO, CLUB, LEGAMBIENTE, WWF), apprende con stupore che il Senato, nella seduta dell’11 febbraio 2010 in cui si è approvato il maxi-emendamento al Dl 194/2009 “Milleproroghe”, ha introdotto una nuova proroga per l’introduzione nei regolamenti edilizi comunali dell’obbligo di integrazione delle energie rinnovabili nella realizzazione di edifici di nuova costruzione: dal 1 gennaio 2010 al 1 gennaio 2011.

L’obbligo per l’impiego delle fonti rinnovabili nella realizzazione dei nuovi edifici, era stato introdotto con l’articolo 1, comma 289 della Finanziaria 2008.

Secondo non solo per il Comitato di Indirizzo, ma per la società civile attenta alle questioni ambientali ritiene che ciò possa comportare un grave danno al nostro Paese, non solo per le sanzioni a cui dovremo fare fronte, ma in particolare per la battuta d’arresto inflitta a quelle forme di sviluppo economico-sociale sostenibili che il settore delle fonti rinnovabili e della green economy in generale sta perseguendo (al 2020, creazione di almeno 250.000 nuovi posti di lavoro diretti e indiretti nel settore e contributo all’incremento del PIL superiore all’1,5%).


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Il Perù cede alla palma da olio. Regalati 7.000 ettari di foreste

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 17 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Il governo peruviano ha allocato 7.000 ettari di foreste alla Agropecuaria del Shanusi Company, una controllata del gruppo Romero, gigante del comparto agroalimentare, affinché li converta in piantagioni di palma da olio. Le piantagioni sono state dichiarate "interesse nazionale" allo scopo di stroncare eventuali proteste.

Deforestazione Perù

Secondo il World Rainforest Movement, i piccoli proprietari locali, da anni aspettavano il riconoscimento delle loro terre. Ma queste sono invece state assegnate al gigante agrario. I piccoli contadini lavorano solo aree limitate di terra, mantenendo intatta una gran parte delle circostanti foreste primarie.

Nel giro di pochi mesi, l'impresa ha tagliato in due l'intero territorio con una strada per gli autocarri, ha iniziato a estrarre minerali, ha convertito il corso dei torrenti, alcuni dei quali sono stati prosciugati, ha portato via legname, e si è impossessata di un lago, vietandone l'accesso ai residenti. Il tutto prima ancora di vedersi ufficializzare i permessi. Un esercito di motoseghe, machete, asce, trattori e elicotteri ha occupato l'area, sotto l'occhio vigile delle guardie private.


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Approvato oggi in via definitiva il DL sui criteri di localizzazione degli impianti nucleari in Italia

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 10 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Governo nucleare siti decreto legislativoIl Governo italiano ha approvato oggi in via definitiva il decreto legislativo sui criteri di localizzazione degli impianti nucleari (AG 174), non tenendo conto dell'opposizione di gran parte delle Regioni e scegliendo di non attendere il parere della Conferenza Unificata.

E' un pessimo segnale, soprattutto a ridosso del voto per le regionali 2010: si ribadisce infatti una linea dirigistica e contraria al principio di leale collaborazione tra amministrazioni pubbliche.

Il Decreto legislativo viene approvato dal Consiglio dei Ministri contro la quasi totalità delle Regioni (con la sola eccezione di Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia) che hanno contestato nel loro documento il mancato rispetto dei poteri concorrenti delle Regioni in materia di certificazione dei siti, autorizzazione unica degli impianti nucleari e autorizzazione unica per il deposito nazionale.

Questo va contro il Titolo V della Costituzione ed elude l'obbligo di acquisire il parere della Conferenza unificata stabilito dalla cosiddetta Delega nucleare, legge 99/2009, che all'art. 25 stabilisce che i decreti attuativi della delega siano adottati "su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa acquisizione del parere della Conferenza unificata e successivo parere delle Commissioni parlamentari competenti".


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