Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Recente studio mette in dubbio l'efficacia degli alberi nella riduzione dei gas serra. Ecco perché.

Scritto da scienzainrete • Lunedì, 25 luglio 2011 • Commenti 4 • Categoria: Cambiamenti climatici

Uno studio ridimensiona il benefico contributo degli alberi nella riduzione dei gas serra chiamando in causa i microscopici organismi che popolano il suolo e la loro pericolosa produzione di gas.
La capacità delle piante di catturare anidride carbonica dall'atmosfera è sempre stata considerata un'arma efficace contro il pericoloso aumento dei gas serra.

Tuttavia lo studio pubblicato su Nature da Kees Jan van Groenigen (Trinity College di Dublino), Craig Osenberg (University of Florida) e Bruce Hungate (Northern Arizona University), sottolinea come si sia trascurata un'importante conseguenza.

Una più intensa attività degli alberi e la conseguente maggiore crescita, infatti, sfociano inevitabilmente in una maggiore disponibilità di nutrienti per i microorganismi che popolano il suolo. Peccato che il metabolismo di questi ultimi produca metano e protossido d'azoto, due gas serra ben più dannosi dell'anidride carbonica.


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Times Square in verde per l'Earth Day 2011

Scritto da 100ambiente - News • Giovedì, 21 aprile 2011 • Commenti 0 • Categoria: Appuntamenti
Alberi e foglie sugli schermi della piazza di New York

Times Square si veste di verde per l'Earth Day del 2011.
E sarà una sfumatura piuttosto tecnologica: per un'ora, tra mezzogiorno e l'una di oggi, 22 aprile, gli enormi schermi della piazza più celebre di New York manderanno immagini di foglie, rami e alberi.

Una grande foresta per ricordare l'emergenza ecologica del pianeta, e per invitare turisti e cittadini a contribuire a piantare alberi in varie aree del mondo inviando un sms.


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Gli incendi calano del 33% nel decennio. Ma c'e' ancora molto da fare

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 26 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Buone notizie sul fronte degli incendi. Statistiche e numeri alla mano ci dicono che sono diminuiti del 33% nell'ultimo decennio. Questo non significa che l'allarme sia superato. Anzi, esattamente il contrario.
Negli ultimi dieci anni sono comunque andati perduti annualmente 88mila ettari contro i 118 mila ettari del trentennio 1971-2001.

Questo è quanto emerge dai dati Istat rielaborati da Coldiretti. Ma come dicevamo, c'è ancora molto da fare. 88mila ettari di terreno, tra coltivazioni, campi, boschi e macchia mediterranea sono una superficie enorme, che toglie al territorio italiano biodiversità e ricchezza floreale.

La siccità si è dimostrata nel passato la grande alleata degli incendi come dimostra il fatto che - precisa la Coldiretti - nell’ultimo decennio per numero di roghi rilevati si segnalano tra i peggiori gli anni 2003 e 2007, con valori nettamente al di sopra della media, dovuti, tra l'altro, all'anomalo andamento climatico rilevato nell'Italia centrale e meridionale: il 2003 e il 2007, infatti, sono stati anni secchi e caldi, con temperature particolarmente elevate e scarso apporto pluviometrico durante il periodo estivo.


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Aziende, sostenibilità ambientale e i progetti di forestazione urbana

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 18 giugno 2010 • Commenti 1 • Categoria: Città e uomo

Le aziende che intendono avvicinarsi ad un percorso di sostenibilità ambientale e contribuire alla riduzione della CO2 con interventi gestionali ad hoc, dalla dematerializzazione alla compensazione delle emissioni residue con progetti di forestazione urbana, hanno da oggi a disposizione un nuovo strumento per la gestione sia amministrativa che ambientale dell'intero processo, in modo da riuscire a quantificare oggettivamente i risultati di queste azioni e, di conseguenza, l'efficacia finale.

Quello della piantumazione anche se molto in voga,  è un processo difficile da valutare perché ogni albero ha diverse capacità di assorbimento e in relazione all’età e alla area geografica possono essere anche difficili le condizioni di piantumazione e manutenzione.

Piantumazione co2 città

A mettere a punto quello che, di fatto, può considerarsi il primo sistema sperimentale per la gestione completa dei progetti di piantumazione promossi direttamente dalle imprese, è Indica srl, una società di Ferrara che si occupa da anni di consulenza strategica nel campo della sostenibilità ambientale e specializzata in contabilità ambientale e sistemi di green management.

Certificato da Bureau Veritas Italia e testato per un grande gruppo assicurativo e bancario che ha sottoscritto oltre 20 protocolli di intesa con enti locali per piantare nuovi alberi per i loro assicurati, questo nuovo sistema è stato applicato ad una polizza completamente “de-materializzata”, in quanto tutta la documentazione viene scambiata via mail e non più inviata in forma cartacea.


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Imboschimenti e rimboschimento. Nuove provedure per i terreni in ambiente mediterraneo

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 3 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Nuovi passi avanti e nuove tecniche e innovative procedure per l'imboschimento e il rimoschimento dei terreni agricoli basandosi sul rapporto tra il suolo e le piante, al fine di migliorare la sopravvivenza e lo sviluppo delle piante in ambiente mediterraneo. Sono questi i risultati ottenuti dai recenti studi pubblicati dalla rivista Annals of Forest Science e realizzati da un pool di scienziati dell'Università di Granada in Spagna.

Maria Noelia Jiménez Morales del Dipartimento di edafologia e chimica agraria dell'università, autrice dello studio, ha detto che la ricerca

"fornisce nuovi dati scientifici sulle migliori tecniche di imboschimento dei terreni agricoli nelle regioni del Mediterraneo, offrendo nuovi parametri per la pianificazione degli imboschimenti a livello regionale".

La tecnica del team di ricerca è volta a sostenere l'attuazione favorevole dei programmi di forestazione dei terreni agricoli dell'UE, che fanno parte della Politica agricola comune (PAC). Nell'UE sono in atto intensi programmi di imboschimento e rimboschimento, che sono essenziali per ridurre le emissioni di gas serra, contribuendo a rallentare i cambiamenti climatici e la tutela della biodiversità.

L'imboschimento è il processo di piantare o seminare alberi su terreni mai boscati in precedenza. Negli ultimi decenni in tutta l'UE lo spopolamento delle campagne - con centinaia di migliaia di persone che si sono spostate verso le città - ha portato all'abbandono di molto terreni agricoli, fornendo l'occasione perfetta per creare nuove foreste.


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Albero di Natale vero o finto? Alcuni consigli

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 7 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Qual'è l'origine dell'usanza dell'albero di Natale?
Dubbio amletico.
Veri o finti? E meglio acquistare un albero di Natale vero o in plastica?

Secondo Coldiretti quest'anno si dovrebbe registrare un ritorno all'acquisto dei quelli veri, che rimarranno con un prezzo stabile sul mercato.
Il numero stimato è in 6,5 milioni di esemplari, tutti (almeno ci auguriamo) provenienti da coltivazioni specifiche.
Un numero con un potenziale elevato, che se tornassero alla terra potrebbero essere un contributo sostanziale all'ambiente.

Ma come è noto, tra alberi con radici recise o insufficienti, punte e non alberi e morie negli appartamenti cittadini, pochi riusciranno a tornare a madre natura.

E quindi?
Forse meglio gli alberi finti?

Il buon senso potrebbe portarci a rispondere di si... ma c'é un ma...

Gli alberi finti di plastica - secondo Coldiretti - arrivano molto spesso dalla Cina e non solo consumano petrolio e liberano gas ad effetto serra per la loro realizzazione e il trasporto, ma impiegano oltre 200 anni prima di degradarsi nell'ambiente.
Quest'anno si prevede la vendita di circa 4 milioni di esemplari.


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23mila ettari di alberi inglesi. Per ridurre il CO2

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 26 novembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Se la montagna non va a Maometto, Maometto va alla montagna!
Ovvero.
Se non siamo in grado di ridurre il CO2 in base ai parametri stabiliti dai patti internazionali nei tempi prefissati, allora facciamo mangiare il CO2 dagli alberi.
In banale sintesi quello che devono aver pensato gli inglesi, quando il Corpo Forestale di Sua Maestà la Regina ha annunciato un rimboschimento di 23 mila ettari di alberi.
Se non siete avezzi alle dimensioni agricole e più attenti alle cronache calcistiche, 23.000 h di bosco corrispondono a circa 30.000 campi di calcio.

Che alberi e foreste contribuiscano alla riduzione della CO2 – visto che sono in grado di assorbirne – è un dato ormai assodato e rimboschire un terreno è una pratica diffusa presso le aziende per compensare l’inquinamento prodotto.
È la prima volta però che a una simile equazione ricorre uno Stato e che il ripopolamento di alberi è previsto entro i confini nazionali.


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IUCN: benvenuti nel pianeta estinto!

Scritto da Salva le Foreste • Lunedì, 9 novembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Oltre un terzo della flora e della fauna sono a rischio di estinzione.
E' quanto risulta dall'aggiornamento della Lista Rossa dell'IUCN: su un totale di 47.677 specie incluse nella lista dell'Unione internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), 17.291 sono minacciate.

Era dal tempo della scomparsa dei dinosauri, 65 milioni di anni fa, che la Terra non attraversava una crisi come quella attuale.
Gran parte delle estinzioni sono da attribuirsi alla perdita di habitat, innanzitutto delle foreste, che ospitano da sole circa i due terzi della biodiversità terrestre.

I più minacciati nel mondo animale sono gli anfibi, e tra le piante le estinzioni galoppano, anche mammiferi e rettili non se la passano bene.

Secondo Jane Smart, responsabile del Gruppo dell'IUCN per la conservazione della biodiversità, l'umanità sta oltrepassando la linea del non ritorno:
"secondo le ultime analisi dell'IUCN sarà impossibile arginare la perdita di biodiversità nel 2010 come prevedeva il nostro obiettivo".
I risultati della nuova lista rivelano che 875 specie, il 2 per cento delle specie conosciute, risulta già estinto, o estinto allo stato selvaggio in natura.
Ma la minaccia di estinzione tocca una parte considerevole delle specie viventi: li 21 per cento dei mammiferi, il 30 per cento degli anfibi, il 12 per cento degli uccelli, il 28 per cento dei rettili, il 37 per cento dei pesci di acqua dolce, il 35 per cento degli invertebrati e il 70 per cento delle piante.


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Incendi: i due complici degli incendiari

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 27 luglio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Le notizie di questi giorni hanno risvegliato - o almeno lo speriamo - la sensibilità pubblica nei confronti del pericolo incendi e dell'enorme e costante pericolo che l'ambiente è sottoposto quotidianamente.

Per il WWF è la mancata manutenzione del territorio il motivo principale a cui risalire per comprendere la virulenza degli incendi che stanno divorando il nostro territorio e quello di Francia, Corsica, Spagna, Grecia, dove la Sardegna ha vissuto persino drammi umani. 
 
In Sardegna, in particolare, le piogge insolitamente intense di questa primavera hanno rinvigorito la vegetazione del sottobosco e dei campi,  un’enorme massa vegetale improvvisamente disseccata da un rovente periodo pre-estivo.

Questo duplice fenomeno climatico estremo ha prodotto una ‘miccia’ vegetale micidiale anche per il più piccolo focolaio di incendio, un rapporto causa-effetto non debitamente considerato.


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La UE prende posizione sul commercio illegale di legname

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 18 febbraio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Flora, Produzione & Consumi

Ieri l’Europa ha fatto un importante passo avanti per la legalizzazione del mercato del legname e la conservazione delle foreste, bene prezioso per la vita sulla Terra.

Secondo le norme approvate le imprese dovranno responsabilizzarsi maggiormente e provare che il legname che importano in Europa è stato prodotto e raccolto legalmente.

E’ quanto ha stabilito oggi la Commissione Ambiente dell’Unione Europea.

Si tratta di una pietra miliare per fermare la distruzione delle foreste in tutto il mondo e dare maggiore certezza alla conservazione e gestione sostenibile di questa risorsa fondamentale per la vita di noi tutti, oltre che un miglioramento assolutamente necessario della nuova legge europea sul legname proposta dalla Commissione Ambiente.


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Lo spreco degli alberi natalizi

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 9 dicembre 2008 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze
Natale ormai è alle porte e molti hanno fatto una scelta netta e precisa. Anziché scegliere un albero di natale finto, ancora una volta molti preferiscono un abete vero e vivo (ma per quanto?).

Ogni anno in Italia si vendono circa 10 milioni di alberi di Natale veri (non di plastica).

Tra quelli veri, alcuni hanno le radici e hanno una minima probabilità di sopravvivere alle feste.
Risultato?
Solo il 10% di questi sembra possa farcela.

Per cercare di capire le motivazioni cominciamo a fare una netta distinzione e scoprire come possano essere trattati e arrivare nelle nostre case.

Tra quelli che hanno le radici, ci sono quelli "sradicati", quelli con le "radici e la zolla" che le contiene avvolte da un pezzo di tessuto e quelli con le "radici dentro il vaso".


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Micropropagazione? Ricerca e salvaguardia delle specie

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 2 dicembre 2008 • Commenti 0 • Categoria: Flora
In Italia sono circa 25 milioni le piante riprodotte con la tecnica della 'micropropagazione', la maggior parte delle quali alberi da frutto e piante ornamentali da fiore e da giardino.


Per ‘micropropagazione’ si intende la coltura in vitro di specie vegetali in una forma miniaturizzata, in condizioni di illuminazione e temperatura controllate.
Le micropiante sono mantenute così in condizioni di sterilità e trovano nel substrato gelificato, in cui sono inserite, tutte le sostanze nutritive di cui necessitano, sali minerali, vitamine, saccarosio, sostanze ormonali.
Con la micropropagazione, le piante possono essere riprodotte molto velocemente, svincolando i laboratori commerciali dalla stagionalità tradizionale della propagazione per talea o per innesto. Con questa tecnica si possono ottenere quantità molto elevate di piante ogni 3-4 settimane e in tutto l'arco dell’anno.

Ma la coltura in vitro rappresenta anche un importante strumento per la conservazione della biodiversità, la valorizzazione delle produzioni e la protezione del territorio.


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