Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Con una sporta si risparmiano 30 sacchetti di plastica e 180 mila tonnellate di petrolio

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 10 settembre 2010 • Commenti 2 • Categoria: Materiali

Sacchetti PlasticaUna petizione per chiedere al Ministro Prestigiacomo di non firmare la proroga all’utilizzo delle borse non biodegradabili negli esercizi commerciali e un dossier con tutti i numeri sugli shoppers di plastica e i loro danni all’ambiente. Questa è la nuova azione perseguita da Legambiente per cercare di togliere la maglia nera europea all'Italia, quale peggior nazione nell'uso dei sacchetti di plastica.

Basterebbe veramente poco per ottenere risultati incredibili. 10 Shoppers riutilizzabili potrebbero sostituire ben 300 sacchetti di palstica pro-capite e un risparmio netto di 180 mila tonnellate di petrolio e altrettante emissioni di CO2, evitando di disperdere nei campi, lungo le rive dei fiumi, nei mari plastica indistruttibile.
I primi 1.500 cittadini che hanno firmato sul web non chiedono solo a governo e negozi di decretare la fine dell'inutile orgia di plastica ‘a perdere’, ma si impegnano individualmente a farne individualmente a meno. C'e' tempo fino al 17 settembre prossimo.
Il sacchetto di plastica è l’emblema dell’economia dello spreco; la sporta o il sacchetto elegante riutilizzabili sono tornati di moda.

I sacchetti di plastica utilizzati nei negozi e nei supermercati costituiscono, infatti, un grave problema d’inquinamento ambientale diffuso in tutto il mondo. Consumiamo in Italia circa 20 miliardi di buste all’anno, assicurando così al nostro paese la maglia nera europea. In Europa le buste consumate sono 100 miliardi e le stime parlano di una commercializzazione annua mondiale di 1.000 miliardi di sacchetti.


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Questa estate in 9 centri commerciali, l'altra faccia del macero.

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 20 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Che fine fanno gli imballaggi cellulosici che contengono i prodotti di uso più comune, quelli che si trovano sugli scaffali della GDO (supermercati, ipermercati, liberi servizi, discount e grandi magazzini veicolano mediamente il 90% dell’offerta al mercato finale)?
Grazie alla raccolta differenziata, 4 imballaggi su 5 vengono riciclati e rinascono sottoforma di nuovi imballaggi ma anche sottoforma di oggetti artistici, utili ed espressione di una creatività tutta italiana che, anche in questo campo, si dimostra all'altezza dei migliori standard internazionali.

Sono proprio questi prodotti i protagonisti della rassegna "L'altra faccia del macero", organizzata da Comieco in collaborazione con TetraPak, che, da luglio a settembre, toccherà 9 importanti centri commerciali in altrettante città italiane.

Chi utilizza realmente le confezioni dei prodotti nella vita di tutti i giorni è il consumatore, che si trova quindi al centro del ciclo di vita del packaging ed è soprattutto in grado di deciderne il destino finale: discarica o riciclo.


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Electrolux raccoglie i rifiuti di plastica in mare e ne fa aspirapolveri

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 19 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Elettrodomestici verdi

Vac from the sea - ElectroluxSi chiama Vac from the Sea il nuovo progetto lanciato da Electrolux con l'obiettivo di aiutare - seppur in maniera minima vista l'entità e la vastità del problema - alla rimozione dei rifiuti in plastica presenti negli oceani di tutto il mondo. Ricordiamo infatti il disastro ambientale presente nell'Oceano Pacifico (e non solo) rappresentato dalla più grande isola galleggiante di spazzatura al mondo, tra cui molta plastica.

Ebbene Electrolux ha deciso di raccogliere parte di questa plastica e di quella presente negli altri mari e, attraverso un processo di riciclo, utilizzarla per realizzare nuovi aspirapolvere.

Vac form the Sea (che significa “aspirapolvere dal mare”), ha l’obiettivo di portare l’attenzione sul problema dei rifiuti plastici e sulla possibilità di reperire sul mercato materiale plastico riciclato necessario per produrre elettrodomestici ancora più “verdi”.
Incredibile ma vero ci sono vere e proprie isole di plastica che galleggiano nei nostri mari, alcune con dimensioni che superano di due volte la superficie dell’Italia, tuttavia - incredibile - la disponibilità industriale di plastica riciclata è ancora molto limitata, inceppando quel meccanismo virtuoso che consentirebbe la produzione di apparecchiature in modo sostenibile, facilitandone lo smaltimento a fine vita.


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Aperto un nuovo supermercato UNES ecosostenibile

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 16 luglio 2010 • Commenti 1 • Categoria: Produzione & Consumi

Unes Supermercato EcologicoAvviata da Unes la strada verso l'apertura di supermercati che abbiano un'impronta fortemente ecosostenibile. Le grandi superfici commerciali hanno una propensione ad essere divoratori di energia e di proporre modelli commerciali in cui lo spreco è di casa. Il motivo è ovvio: risultare accattivanti e commercialmente seducenti per portare il consumatore ad acquistare sempre di più e a scegliere uno o l'altra superficie commerciale.

Il nuovissimo supermercato ecosotenibile in casa Unes sarà inaugurato oggi a Biassono (MB) in via "Trento e Trieste 114".
Cestelli della spesa ottenuti grazie al riciclo di 120mila tappi di plastica, carrelli nati dal recupero di di 25mila bottiglie in Pet e divisori dei banchi frigo ottenuti riutilizzando più di 6mila bottiglie in plastica.
E ancora: barre “Cliente successivo” ricavate dal recupero della plastica, un impianto luci intelligente per ottimizzare l’utilizzo di energia elettrica nelle diverse aree del punto vendita.
Sono solo alcune delle novità “green” che distingueranno il nuovo supermercato a insegna “U2” .

Ma non solo: il nuovo punto vendita dirà basta ai sacchetti in polietilene, ridurrà gli imballaggi di molti prodotti, venderà esclusivamente sacchetti biodegradabili, borse usa-riusa in TNT (tessuto-non-tessuto) e lampadine a ridotto consumo energetico.


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Il Green Pallet. Sostenibile e a chilometro zero

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 7 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Oggi si svolge la prima edizione della "Giornata Nazionale Anticontraffazione", per sensibilizzare le imprese e i cittadini sul crescente fenomeno della contraffazione. Da sempre il prodotto di qualità in genere è oggetto della pratica della contraffazione, che crea ingenti danni all’economia, in pressoché tutti i settori. Ma non solo. Pratiche scorrette di produzione senza alcun controllo, creano ripercussioni anche sull'ambiente.

Senza entrare nel dettaglio della contraffazione dei marchi più noti (è qui che la contraffazione appare più evidente e plateale) esiste il settore dei pallet (le pedane in legno utilizzate per il trasporto delle merci) che è pesantemente coinvolto e danneggiato dalla contraffazione selvaggia: sono frequenti i casi di riproduzione non autorizzata del marchio EUR-EPAL (un marchio che garantisce tra l’altro la qualità, sicurezza e la provenienza dei materiali utilizzati).

Green Pallet

Questo fenomeno causa pesanti conseguenze dal punto di vista economico, sociale ed ambientale; conseguenze che ricadono sull’intera società, coinvolgendo sia le imprese che i cittadini.
Il pallet è quasi invisibile al consumatore, eppure è parte integrante del processo produttivo e distributivo dei prodotti che compriamo nei negozi e nei supermercati. La sua contraffazione pesa molto sulla comunità. Pensiamo all'uso di legnami la cui origine non è controllata.

Perché dunque non pensare al Green Pallet?


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Il successo del riciclo italiano dell'alluminio. I dati 2009

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Sabato, 8 maggio 2010 • Commenti 1 • Categoria: Materiali

Recupero e riciclo alluminioL'alluminio - estratto dalla Bauxite - è un metallo ampiamente utilizzato in vari settori industriali. Scoperto alla fine dell'800, le sue caratteristiche e le sue doti fisiche ne consentono il riciclo e un riuso alevatissimo. E' per questo che il suo recupero dai rifiuti ha un enorme valore economico e commerciale. Rircordiamo che riciclare e differenziare in casa l'alluminio è relativamente facile e questo gesto risulta essere particolarmente nobile in virtù anche del fatto - qualche dato per quantificarne il valore - che con 37 lattine di alluminio si può produrre una nuova caffettiera, con 800 lattine si produce una nuova bicicletta, con 70 lattine di alluminio di produce una nuova padella.

Dunque perché buttare nella spazzatura indifferenziata (perdendone il valore) qualsiasi oggetto in alluminio?

Dati Italia riciclo alluminioMa veniamo ora ai numeri appena diffusi dal CiAl - Consorzio Imballaggi Alluminio - sul recupero dell'alluminio in Italia nel 2009. Numeri assolutamente positivi che collocano il nostro paese sul podio mondiale dei paesi più riciloni dell'alluminio.

Il CiAl è il Consorzio che promuove, supporta e garantisce lo sviluppo tecnico e culturale delle raccolte differenziate e del riciclo dell’alluminio sia tra la Pubblica Amministrazione sia tra i cittadini. Ad oggi il CIAL ha favorito l’attivazione della raccolta differenziata degli imballaggi in alluminio in oltre 5.500 Comuni italiani (il 70% dei Comuni italiani) e la partecipazione di 44 milioni di cittadini (il 75% della
popolazione).
Risultati più che positivi, ottenuti grazie alla stretta e quotidiana collaborazione con una rete di 328 operatori convenzionati, distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Ma veniamo ora ai dati che riguardano l'Italia sul recupero, riciclo e riuso dell'alluminio.


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RAEE. Il Rapporto Annuale 2009 e le novità per i cittadini

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 7 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

E' stato pubblicato il nuovo Rapporto Annuale 2009 sulla Raccolta RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e i dati emersi sono notevoli e importanti e confermano quelli che vi avevamo già anticipato il gennaio scorso. Il 2009 è stato un anno d'oro tanto che nei 12 mesi soo stati raccolti complessivamente 193.042.777 kg di RAEE sull’intero territorio nazionale.
Questo quantitativo risulta quasi triplo rispetto a quanto raccolto dai Sistemi Collettivi nel corso dell’anno precedente. Pur considerando il fatto che il 2008 è stato l’anno dell’avvio del Sistema RAEE, i risultati raggiunti nel corso del 2009 dimostrano appieno la capacità del sistema di far fronte con efficienza alle esigenze di corretta raccolta e trattamento dei RAEE.

Riciclo vecchi televisori

Nel grafico che vi mostriamo qui sotto si potrà notare la ripartizione percentuale dei rifiuti raccolti per ciascuno dei Raggruppamenti: è particolarmente interessante il Raggruppamento R3 (Tv e monitor) che risulta essere quello con le maggiori quantità raccolte, complice anche il passaggio al digitale terrestre in diverse aree del paese. Per quanto riguarda le sorgenti luminose (R5), le quantità raccolte non sono significative, sia a causa di una ridotta sensibilità dei cittadini ad una raccolta differenziata di questa tipologia di apparecchiature, sia per il divieto di accesso ai Centri di raccolta comunali di alcune figure professionali detentrici dei rifiuti (come ad esempio gli installatori).

Ripartizione raccolta RAEE 2009
cliccare per ingrandire


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Quanto valgono i rifiuti in Italia. Il Green Book 2009 di Federambiente

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 7 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Rifiuti ItaliaLa pubblicazione del GreenBook 2009 firmato da Federambiente risale ormai a qualche mese fa. Tuttavia la fotografia di un settore come quello dei rifiuti è un argomento che rimane delicato e sempre attuale. Se da una parte i rifiuti sono un enorme problema in termini di smaltimento e implicano gestioni complesse, dall'altro sono una miniera d'oro e hanno un valore intrinseco da non sottovalutare. E il suo valore economico dipende molto dalla produzione alla fonte.

GreenBook 2009 ha raccontato nella sua terza edizioni che in Italia i consumi sono calati nel corso del 2009 a causa della crisi economica globale, calando (di poco) anche la produzione di rifiuti urbani.
Una flessione congiunturale che sfiora appena un settore che nel 2007 ha raggiunto il valore di 7,17 miliardi di euro, oltre il 71% in più rispetto al 1998.

Protagoniste di questa performance sono le aziende pubbliche associate a Federambiente, che da sole servono il 59,1% della popolazione nel 46,1% dei Comuni e gestiscono ogni anno quasi 20,5 milioni di tonnellate di rifiuti, pari al 62,9% del totale.


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Il ciclo (riciclo) della carta

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 29 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Come viene riciclata la carta? Quali le fasi e i processi industriali? Ecco la storia della carta riciclata una volta che è stata diligentemente buttata negli appositi contenitori differenziati.
Ma prima di procedere nel suo percorso, vi siete mai chiesti quanta carta viene realmente recuperata?
Secondo Comieco (su dati 2007) circa il 78% viene realmente reintrodotta in verie forme sul mercato, mentre il restante 22% finisce nei caminetti o in discarica.

Ma come avviene il processo di recupero? Innanzi tutto è bene sapere che esistono appositi macchinari che macerano la carta, il cartone e il cartoncino provenienti dalla raccolta differenziata, ottennedo una pasta omogenea con la quale si possono produrre nuovo materiali cellulosici.

Riciclo Carta

Nasceranno così imballaggi, giornali, libri e altri prodotti che attraverso i più diversi canali distributivi arriveranno ai consumatori finali. Una volta utilizzati, questi materiali saranno poi nuovamente raccolti, consegnati alle piattaforme di selezione dove avverrà la cernita, ridotti in balle e nuovamente affidati alle cartiere e successivamente agli impianti cartotecnici, che li trasformeranno rispettivamente in nuova carta, cartoncino e cartone e successivamente in imballaggi cellulosici, in fogli di carta, in sacchetti di carta, ecc.
E così avanti, praticamente all'infinito.

L'utilizzo dei maceri consente di ridurre la quantità di materiali destinati alle discariche, risparmiando così una preziosa risorsa che andrebbe altrimenti distrutta.



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Buttare il vecchio cellulare e guadagnare con un occhio all’ambiente

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 9 febbraio 2010 • Commenti 3 • Categoria: Materiali

Riciclare i cellulariIl Celluvale è un progetto tutto italiano sviluppato per portare a nuova vita i telefonini. La missione de Il Celluvale è quella di regalare ”gioia per i clienti che vendono il proprio cellulare in cambio di denaro; gioia per i cittadini che potranno comunicare meglio; gioia per l’ambiente che godrà di meno rifiuti“.

Nato da un’idea di Gerardo Taglianetti MD di DinoLab, Il Celluvale si rivolge tanto ai privati che intendono monetizzare il proprio telefonino vecchio, quanto ai negozianti e ai piccoli distributori che hanno necessità di ottimizzare le proprie rimanenze di magazzino e che, volendo, possono proporsi come Centro di Raccolta offrendo soluzioni di permuta ai propri Clienti e non solo.

Non è necessario acquistare un cellulare per disfarsi del vecchio

spiega Gerardo Taglianetti

il negozio di telefonia affiliato si propone anche come centro di raccolta dando al cliente l’opportunità di vendere il proprio usato e di scegliere tra un pagamento in contanti o in voucher da spendere in negozi partner.


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Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Raccolta triplicata nel 2009

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Domenica, 24 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Buone notizie dal consuntivo non ancora definitivo per il 2009. La RAEE - la Raccolta dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche - per intenderci, quella che il consumatore paga in anticipo quando acquista un nuovo apparecchio elettronico - sembra abbia raggiunti livelli record per l'anno 2009, ad evidenziare come il sistema, dopo un anno di rodaggio, si stia avviando versoi una fase di maturità e soprattutto di crescita impetuosa, testimoniata dal fatto che negli ultimi mesi il numero dei RAEE raccolti è addirittura triplicato.

Secondo le ultime stime la previsione per l’anno 2009 si aggira intorno a 182.000 tonnellate di RAEE ritirati presso i Centri di Raccolta distribuiti su tutto il territorio italiano.

Raccolta rifiuti apparecchi elettronici

I dati disponibili per ora si fermano a settembre 2009, ma da qui già si evidenziano alcuni elementi importanti, come una certa disomogeneità territoriale nel nostro Paese nella raccolta e nei meccanismi funzionanti.

Il primato della raccolta spetta al Nord Ovest con 45.331 tonnellate raccolte, a seguire il Nord Est con 41.298 tonnellate, terzo il Centro Italia con 25.552 tonnellate di, fanalino di coda invece sono il Sud Italia e le Isole, rispettivamente con 15.286 tonnellate di RAEE raccolte e 8.902 tonnellate.

Le richieste di ritiro arrivate al Contact Center del Centro di Coordinamento sono passate dalle circa 4.000 di fine settembre 2008 alle 8.000 a fine settembre di quest’anno.


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Design del riuso - il libro

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 20 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Design del riuso - libro di Pulvirenti“Questo lo conserviamo... potrebbe servire!”.

Era la filosofia delle nostre nonne, quelle che non buttavano mai via niente perché magari, un giorno, quella cosa sarebbe potuta tornare utile. Così vecchi lenzuoli troppo lisi diventavano strofinacci, il maglione logoro si scuciva e con la lana si faceva una sciarpa, anche il nastro dei regali si recuperava per cucire all’uncinetto un resistente sottopentola.

Ogni cassetto era una miniera di ciarpame, ma al momento giusto c’era sempre l’oggetto adatto da riutilizzare. Le nostre nonne lo facevano perché erano cresciute in tempi difficili, quando non era semplice avere cose nuove e ogni oggetto andava trattato con cura e parsimonia perché durasse più possibile e, anche quando fosse cessato il suo primo uso, potesse essere sempre usato per farne qualcos’altro.

Oggi ci ritroviamo a rivalutare questa filosofia per motivi esattamente opposti: abbiamo una così grande disponibilità di oggetti nuovi, monouso e a basso costo, che non riutilizziamo più nulla, trovandoci giorno dopo giorno sommersi da montagne di rifiuti!

L’emergenza legata al loro smaltimento ci mette davanti ad una questione vitale: occorre un radicale cambiamento di prospettiva, iniziando a progettare secondo i criteri dell’eco-design.

Secondo i principi della progettazione sostenibile bisogna minimizzare la presenza di sostanze tossiche nei prodotti, incorporare materiali riciclabili/riciclati, ridurre la quantità e le tipologie di materiali utilizzati, impiegare materiali compatibili tra loro in fase di riciclo, ridurre la quantità di scarti di lavorazione, minimizzare il packaging, usare un sistema di imballo riutilizzabile, aumentare l’efficienza energetica dei prodotti a funzionamento elettrico, facilitare l’accesso alle parti per la loro sostituzione o manutenzione, consentire il recupero dei componenti per il riciclo.


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