Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Verde in ufficio. La parete divisoria che respira

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 14 gennaio 2010 • Commenti 1 • Categoria: Innovazione

Idea straordinaria. Per portare in ufficio quei giusti equlibri spazio-ambientali che sono sempre più necessari quando si passano molte ore della propria vita quotidiana. Stiamo parlando di pareti divisorie che - progettate in maniera impeccabile e funzionale - consentono di realizzare punti di verde e natura all'interno di ogni ufficio.

Realizzato da Jinsun Park e Seonkeun Park, Breathing Partition (La parete divisoria che respira) può ospitare micro serre di piante in grado di aiutare l'aria dell'ufficio a riossigenarsi e - ovviamente - deliziare la vista dei dipendenti, perché anche l'occhio vuole la sua parte.

L'intera parete, realizzata in plastica riciclata, contiene anche un sistema di irrigazione automatica a pioggia e i moduli, di due tipi, possono essere uniti secondo necessità e collegati da magneti.

Geniale!


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Le piante che depurano l'aria da tenere in casa e ufficio

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Sabato, 14 novembre 2009 • Commenti 1 • Categoria: Città e uomo

Benessere, salute, depurazione d'aria, componenti tossiche ....

Sono tutte parole che entrano sempre più in casa e in ufficio.
Con l'idea che è necessario attivare comportamenti e azioni utilizzando tecnologia sempre più sofisticata e costosa, affinché il nostro corpo sia difeso dagli agenti esterni tossici.

Ma la tecnologia consuma, sia energia e materie prime per produrre le soluzioni, sia energia per farli funzionare.
Un delirante meccanismo entropico senza sosta.
Ma anziché pensare a sistemi di depurazione sofisticati, con carboni attivi, con ioni negativi, ioni all'argento, con filtri speciali ... e chissà quale altra diavoleria, perché non cominciare con quanto la natura ci offre?

Ovviamente non stiamo dicendo che possano depurare quanto un sistema di depurazione d'aria che consuma magari 500 Watt/h, i cui filtri devono essere almeno cambiati una volta al mese e la manutenzione deve essere svolta da personale specializzato almeno una volta l'anno, però ....

L'Università della Georgia ha pubblicato sul numero di ottobre 2009 “HortScience” una lista di specie vegetali che si possono rivelare delle valide alleate per ripulire l'aria da composti organici volatili nocivi, come il benzene o altri idrocarburi tossici che provengono da adesivi, vestiti, solventi, materiali edili, vernici e persino dall'acqua del rubinetto.


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“Buy Smart” on-line! Lo spazio web per il “Green procurement for smart purchasing”

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 28 ottobre 2009 • Commenti 1 • Categoria: Produzione & Consumi

Buy Smart” è on-line!

Si tratta dello spazio web per il “Green procurement for smart purchasing”, curato dall’ENEA, responsabile per l’Italia, che ha l’obiettivo di promuovere gli acquisti verdi.


Linee guida per responsabili amministrativi e commerciali e operatori del settore energetico e ambientale; tutto quello che c’è da sapere sulle etichette energetiche ed ambientali; strumenti elettronici di supporto agli acquisti verdi come schede tecniche di prestazione e fogli elettronici per il calcolo del Life Cycle Cost; documenti utili alla formazione degli addetti ai lavori; un’analisi delle diverse esperienze nazionali; esempi di buone pratiche: questo ed altro sul nuovo portale nazionale Buy Smart.

Gli acquisti "verdi", cioè gli acquisti di prodotti e servizi con determinate caratteristiche di sostenibilità ambientale (Green Public Procurement, GPP) si stanno affermando nelle pubbliche amministrazioni di tutti i paesi europei e l’Italia è in prima fila.

Gli acquisti verdi si collocano come strumento chiave per il consumo e la produzione sostenibili, in grado di orientare la domanda e l’offerta verso beni e servizi a ridotto impatto ambientale.


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Premiate le 5 PA “virtuose” per gli acquisti verdi

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 15 ottobre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Città e uomo

Cinque sono i vincitori e sei le menzioni del Premio CompraVerde 2009, che valorizza l’impegno della Pubblica amministrazione “virtuosa” dal punto di vista della sostenibilità, che abbia cioè attivamente contribuito alla diffusione degli acquisti verdi, strumento sempre più indispensabile per ridurre gli impatti sull’ambiente e sulla salute dei cittadini.

Una via che – dati alla mano – dimostra anche di generare risparmi.

La premiazione si è svolta l'8 ottobre scorso a Cremona, nella giornata di apertura di CompraVerde-BuyGreen, forum internazionale degli acquisti verdi.

Con questo premio, giunto alla seconda edizione e promosso dallo stesso Forum, si intende valorizzare e diffondere le migliori esperienze di GPP (Green Public Procurement) presenti nel territorio nazionale.

Due le sezioni distinte del premio, Lombardia e Italia, e due le categorie di premiazione per entrambe: per le realtà della PA distintesi per aver indetto bandi verdi e per quelle che abbiano agito con politiche concrete di promozione e implementazione del GPP (Green Public Procurement), con l’introduzione sistematica di criteri ecologici nelle forniture pubbliche per i diversi ambiti (dalla ristorazione alla mobilità, dall’energia all’edilizia,…).

Ecco i vincitori.


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Giornata mondiale per l'ambiente. Gli ECOcomportamenti

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 5 giugno 2009 • Commenti 1 • Categoria: Appuntamenti

Oggi si celebra la giornata mondiale dedicata all'ambiente.

Più che qualcosa di concreto, è il modo per riportare l'attenzione di tutti a comportamenti responsabili ed ecosostenibili.
E' pur sempre vero che il singolo crede che il proprio agire come singolo non possa avere un'incidenza sostanziale per cambiare le cose.

Ma se "ogni singolo" adottasse comportamenti legati più al buon senso che ad altro, i risultati potrebbero ottenersi, moltiplicati per i miliardi milioni di persone che abitano questo pianeta.

Ed ecco che allora prendiamo in prestito 16 immagini con 16 cartelli realizzati da Comieco che ricordano solo una minima parte di quegli atteggiamenti pro-ecosostenibilità e pro-ambiente che ognuno di noi, molto semplicemente, potrebbe adottare.

Basterebbero queste piccole attenzioni, moltiplicate per centinaia di milioni di volte (tanti quanti sono ad esempio gli abitanti dell'Unione Europea) per ottenere ottimi risultati.

Curiosi di vederli?

Semplice, proseguite la lettura.


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Dell contro l'esportazione dei rifiuti elettronici

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 14 maggio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Il problema dell'esportazione - illegale - dei rifiuti elettronici è una vicenda grave ma nota da tempo e anche molte trasmissioni televisive pubbliche se ne sono occupate.

Il problema però resta, soprattutto generato ed alimentato spesso dalla medesima fonte produttrice - ovvero da quelle aziende o realtà complesse che desiderano liberarsi dai rifiuti elettronici dei propri scarti di lavorazione o dai prodotti tecnologici ormai esausti.

Per tentare di risolvere il problema, è utile che le medesime aziende che producono e vendono tecnologia, si preoccupino di arginare questa tendenza che non fa altro che danneggiare luoghi e paesi (spesso del terzo mondo) che diventano discariche a cielo aperto, senza alcun controllo ecologico e sanitario.

Sono ormai diversi i produttori di tecnologia che si stanno muovendo in questa direzione.
Via abbiamo già parlato di Blue Coat e del suo programma di recupero dei propri prodotti; ora si aggiunge alla lista anche Dell, leader mondiale di tecnologia informatica.
Vediamo il suo programma che riguarda i rifiuti elettronici.


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Attività bancarie ecologiche? Sembra si possa fare.

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 8 maggio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

UniCredit e il WWF hanno firmato una partnership strategica a livello internazionale con l’obiettivo di integrare la sostenibilità ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici nel business bancario, in linea con la vision dell’Amministratore Delegato Alessandro Profumo, di diventare Gruppo leader in Europa in termini di Sostenibilità.

Il primo impegno ambizioso che UniCredit si è dato è quello di ridurre le emissioni di CO2 del 30% al 2020, supportando l’obiettivo comunitario, noto come 20–20–20, definito nel “Pacchetto Energia e Clima”.

La strategia di Unicredit sul Climate Change è incentrata sulla predisposizione di Policies specifiche ed integrate con il proprio business e sullo sviluppo del Environmental Sustainability Program di Unicredit su 3 direttrici specifiche:
  • la riduzione delle emissioni interne, proprie delle attività bancarie,
  • la riduzione delle emissioni finanziate, legate alle attività di finanziamento,
  • e l’implementazione di specifiche iniziative e progetti di formazione, che contribuiscano a sviluppare una forte identità ambientale di tutti i dipendenti del Gruppo.


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B2P Begreen. La penna realizzata con le bottiglie di plastica

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 30 aprile 2009 • Commenti 0 • Categoria: Risparmio in casa e ufficio

Ne abbiamo parlato più volte.
Con la plastica delle bottiglie dell'acqua o delle bevande in genere è possibile ottenere una miriade di altri prodotti di uso comune.

I ragazzi di 100agriturismo sono arrivati in sede con una penna molto carina: B2P Begreen.

Non è la prima che vediamo, ma ci è piaciuta molto sia per le sue fattezze sia per il fatto che, pur presentandosi "usa e getta", può essere ricaricata.

Le sembianze ricordano quelle di una bottiglia di plastica azzurrata, simile a quelle che si trovano in vendita al pubblico.

La penna B2P (Bottle to Pen) è realizzata seguentdo le severe norme ISO 14001, impiegando materiali riciclati, in percentuale superiore al 89% del suo peso.

Infatti B2P è la prima sfera ricaricabile realizzata principlamente con plastica riciclata derivante dalle bottiglie.


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Ricaricare le pile alcaline, si può?

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 27 aprile 2009 • Commenti 8 • Categoria: Produzione & Consumi

Carica batterie pile alcaline
E' possibile ricaricare le pile alcaline (quelle usa e getta?)
Sembrerebbe di si.
Ma prima di procedere è necessaria una premessa.
Non abbiamo effettuato alcuna prova, ma sarà nostra cura farlo al più presto. Compreremo il prodotto che vi raccontiamo in questo articolo e vi racconteremo se si stratta di una bufala o meno.
Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto in redazione la segnalazione di un caricabatterie per pile alcaline.
Per intenderci. Un caricabatterie in grado di ricaricare quelle pile che per definizione non potrebbero essere mai ricaricate.
Quelle che non DOVREBBERO MAI essere ricaricate, in altre parole carica le batterie tradizionali.
Restiamo un po' perplessi ma se cosi' fosse sarebbe una bella soluzione.
Cercando di capire meglio il procedimento con il quale questo innovativo caricabatterie funziona, abbiamo trovato la seguente spiegazione:


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L'impatto ambientale dello spam - Il Carbon Footprint

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 20 aprile 2009 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Spam Carbon Footprint
Incredibile ma vero, ma l'odiatissimo SPAM che ingolfa la nostra casella di posta elettronica da oggi ha un proprio Carbon Footprint.
A dir la verità ragionamenti in tal senso erano stati già evidenziati dall'ambiente ICT in tempi passati.
Il presupposto partiva da una semplice considerazione.
Le enormi quantità di bit e byte che transitano sulla rete delle reti, quale costo finanziario potrebbe avere? E di conseguenza, quali consumi genera senza portare alcun vantaggio e valore economico?

Oltre ad impattare sulle reti, generando terabyte di dati, c'e' anche da considerare il tempo perso dai destinatari dello SPAM, obbligati a perdere manciate di secondi per ogni singolo messaggio indesiderato, che dovrà essere letto, analizzato ed elimato.

Sommando le centinaia di SPAM che ogni persona riceve in posta elettronica ogni anno, il tempo totale "sprecato" diventa importante, obbligando un inutile accensione di Personal computer che potrebbe essere utilizzati per altri scopi.
Da un recente studio pubblicato da McAfee emerge come lo spam non sia quindi una mera seccatura, ma stia danneggiando
l’ambiente contribuendo in maniera sostanziale alle emissioni di gas serra (GHG).

Nello studio, “Il Carbon Footprint dello Spam”, i ricercatori sui cambiamenti climatici di ICF ed esperti di spam hanno calcolato globalmente l’energia annuale utilizzata per trasmettere, immagazzinare e filtrare lo spam, che ammonta a 33 miliardi di kilowatt-ore (KWh), o 33 terawatt-ore (TWh).


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Blue Coat avvia un servizio di riciclo dei prodotti elettronici

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 2 aprile 2009 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Blue Coat Systems, azienda operante nel settore delle reti ADN (Application Delivery Networking), ha avviato un servizio di riciclo dei prodotti che ha lo scopo di incoraggiare i clienti a restituire all’azienda, a costo zero, le vecchie appliance di Blue Coat, sostituite con modelli più recenti, per il riutilizzo e il riciclo dei componenti.
L’obiettivo è quello di ridurre fino al 90% lo smaltimento dei prodotti di Blue Coat destinati alla discarica, così come generare risparmi sui costi.
Si prevede che i profitti provenienti dal programma di riutilizzo e riciclo coprirà non solo i costi del servizio ma potrebbe generare annualmente fino a 750.000 dollari di risparmi operativi supplementari.

L’impegno di Blue Coat è quindi quello di salvaguardare l’ambiente attraverso la riduzione del suo impatto ambientale, limitando il consumo di risorse naturali e diminuendo in modo significativo lo smaltimento dei rifiuti.

Il nuovo servizio di riciclo dei prodotti di Blue Coat non solo riduce notevolmente la quantità di materiale destinato alla discarica, ma ne facilita il processo di smaltimento, creando una più ampia riserva di parti di ricambio e riducendo i costi operativi.
Si tratta di un ulteriore esempio di come la responsabilità sociale a livello corporate comporti dei benefici anche in termini commerciali.



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Lo spreco della carta negli uffici

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 11 marzo 2009 • Commenti 0 • Categoria: Risparmio in casa e ufficio

Quanto carta si spreca negli uffici?

E quale è la reale sensibilità al problema tra gli impiegati negli uffici europei?

Un'interessante ricerca condotta da Lexmark ci consente di avere un quadro d'insieme e una fotografia abbastanza precisa di quale sia il fenomeno in corso.

Lo studio, svolto in 13 Paesi intervistando 5.676 dipendenti, è, infatti, la nuova edizione delle ricerche che nel 2006 hanno coinvolto 6 Paesi e 3.000 persone. L'estensione del panel ha permesso di comprendere con maggiore dettaglio l'evoluzione delle attitudini delle aziende nel corso degli ultimi anni, evidenziando le problematiche legate alla gestione documentale soprattutto per quanto concerne lo spreco di carta, i relativi danni economici per le strutture e l'impatto conseguente sull'ambiente.
Nonostante la quasi totalità dei dipendenti europei (il 90%) si dica preoccupata delle conseguenze economiche e ambientali degli sprechi di carta, il numero di pagine stampate resta elevato, pur in calo in Paesi come l'Italia dove gli intervistati dichiarano di stampare 9 pagine al giorno in meno rispetto a due anni fa.
Ma snoccioliamo bene i numeri.


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