Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Enel e Poste Italiane. Obiettivo: emissioni zero

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 29 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Trasporti e mobilità

Enel e Poste Italiane hanno avviato un programma comune per sviluppare la mobilità elettrica puntando all’obiettivo “zero emissioni” inquinanti in atmosfera. Le due aziende hanno siglato un protocollo di intesa con il quale si impegnano a sperimentare servizi innovativi e a proporre al pubblico offerte mirate ad incentivare la mobilità alternativa.

Sarà il Comune di Pisa – “città  pilota”, insieme a Roma e Milano, del progetto e-mobility Italy di Enel e smart, e sede del Centro Ricerche Enel – il teatro di una prima sperimentazione relativa all’utilizzo di veicoli elettrici per lo svolgimento del servizio di recapito della corrispondenza nel centro storico cittadino.

In quest'ambito, Poste Italiane adotterà nove veicoli elettrici - 3 Porter Piaggio Electric-Power e 6 Free Duck Ducati Energia – che faranno  il “pieno di elettricità” alle infrastrutture  di ricarica intelligente che Enel installerà presso il Centro di Distribuzione Primaria (CPD) di Pisa Ospedaletto, dove saranno ospitati i veicoli.
Inoltre, un’ infrastruttura di ricarica destinata ai cittadini di Pisa verrà collocata presso la sede centrale della Poste di Pisa.


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Raccolta RAEE: la catena di negozi CDC promuove l'Ecodigitale da 6 anni

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 28 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Qualche giorno fa il lamento di Greenpeace che, con una documentata inchiesta sottolineava che la normativa sui Rifiuti per le Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) è sostanzialmente inapplicato in Italia da parte dei commercianti e dalle grandi catene.
Può dunque anche piacere sottolineare che nel settore della distribuzione informatica c'è una catena di cash and carry, la pisana CDC, che vanta di aver raccolto dal 2004 al 30 giugno scorso ben 203.947 pezzi di elettronica IT pari a 163 tonnellate di rifiuti che sono stati riutilizzati al 93,5%.

Gran parte dei prodotti raccolti è costituita dai case, ossia gli involucri esterni dei pc (15,5%), dagli UPS, ossia le unità di batterie per quando va via la corrente (14,9%), gli alimentatori di personal computer (14,2%), le periferiche IT in genere (13,2%), seguiti da hard/floppy disk (9,1%) e personal computer/notebook (9%).


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Gli incendi calano del 33% nel decennio. Ma c'e' ancora molto da fare

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 26 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Buone notizie sul fronte degli incendi. Statistiche e numeri alla mano ci dicono che sono diminuiti del 33% nell'ultimo decennio. Questo non significa che l'allarme sia superato. Anzi, esattamente il contrario.
Negli ultimi dieci anni sono comunque andati perduti annualmente 88mila ettari contro i 118 mila ettari del trentennio 1971-2001.

Questo è quanto emerge dai dati Istat rielaborati da Coldiretti. Ma come dicevamo, c'è ancora molto da fare. 88mila ettari di terreno, tra coltivazioni, campi, boschi e macchia mediterranea sono una superficie enorme, che toglie al territorio italiano biodiversità e ricchezza floreale.

La siccità si è dimostrata nel passato la grande alleata degli incendi come dimostra il fatto che - precisa la Coldiretti - nell’ultimo decennio per numero di roghi rilevati si segnalano tra i peggiori gli anni 2003 e 2007, con valori nettamente al di sopra della media, dovuti, tra l'altro, all'anomalo andamento climatico rilevato nell'Italia centrale e meridionale: il 2003 e il 2007, infatti, sono stati anni secchi e caldi, con temperature particolarmente elevate e scarso apporto pluviometrico durante il periodo estivo.


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Carbon offsetting. Conoscere e compensare i gas serra prodotti dai viaggi d’affari

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 23 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Il settore del trasporto aereo contribuisce il 2% delle emissioni di CO2 complessivamente generate dall’uomo. L’80% di queste sono relative ai voli superiori ai 1.500 chilometri e per i quali non esistono soluzioni alternative.
Tuttavia questo settore guida il commercio internazionale e la crescita economica mondiale. Si pensi che genera 1,5 trilioni di dollari di PIL planetario.
L’industria dell’aviazione comincia a prendere coscenza del proprio impatto ambientale e e proprio per questo si è posta ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni.

E le aziende - sopratutto quelle italiane - quando inviano in giro per il mondo le proprie risorse umane per questioni lavorative utilizzando il trasporto aereo, conoscono l'impatto ambientale che generano?
Quale contributo possono dare per abbattere l'inquinamento indiretto generato dal proprio business?
Oggi esiste Airplus, la prima vera soluzione automatizzata e pienamente integrata di “Carbon Offsetting” per il Business Travel che permette alle aziende di conoscere e di compensare attraverso progetti localizzati in Italia le emissioni di CO2 associate ai viaggi d’affari dei propri dipendenti.
La soluzione, che anticipa mutamenti nel quadro normativo previsti entro il 2012, è frutto di un accordo tra AirPus International, società leader nelle soluzioni di pagamento e analisi dei viaggi d’affari ed Eco-Way, la prima società in Italia che opera nel settore del climate change.


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Airbus Concept Plane. Il futuro dell'aviazione green

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 22 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione

Ali lunghissime e sottilissime, motori semi integrati, una coda a forma di U e un corpo realizzato in materiale ultra leggero.
Poltrone autopulenti e auto modellanti, pareti dell’aereo che diventano translucide, proiezioni oleografiche per riprodurre ambienti interni. E ancora energia verde per alimentare i sistemi di bordo.
Sono queste le caratteristiche principali attraverso le quali l’aereo del futuro nato nella mente degli ingegneri di Airbus potrà assicurare consumi di carburante più bassi, una significativa riduzione dell’emissioni, minor rumorosità e una nuova esperienza di volo a bordo per i passeggeri.

Airbus Concept Plane 2010

Le immagini del prototipo definito “il sogno degli ingegneri”, frutto del lavoro di esperti in materiali, aerodinamica, cabine e motori, è stato presentato da Airbus all’Air Show di Farnborough con l’obiettivo di rappresentare come potrebbe essere concepito il trasporto aereo nel 2050, o già nel 2030 se il progresso tecnologico proseguirà al ritmo attuale.

La visione futuristica di Airbus presenta dei progetti molto particolari per gli allestimenti interni degli aeromobili. Nella visione di Airbus i sedili, realizzati con materiali ecologici autopulenti, si adatteranno automaticamente alla forma del nostro corpo, mentre le pareti della cabina diventeranno “invisibili” premendo un semplice bottone per poter ammirare a 360° il paesaggio sottostante. Inoltre ci saranno proiezioni olografiche che permetteranno a ogni passeggero di trasformare il proprio spazio in un ufficio, in una confortevole camera da letto o persino in un giardino Zen.


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Scandalosi i dati rilevati da Greenpeace nel Santuario dei Cetacei

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 21 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Ittica

Divieto Balneazione - Greenpeace Report Santuario CetaceiFanno trasalire gli ultimi dati diffusi da Greenpeace riguardo le analisi batteriche effettuate nel Santuario dei Cetacei, quella porzione di mare del Mediterraneo dove si possono ammirare balene e delfini senza andare dall'altra parte del mondo. Si tratta di un triangolo compreso tra la Costa Azzurra, la Toscana e intorno alla Corsica, un tempo santuario di questi animali un tempo ricchissimo di esemplari.

In queste acque, dove per il confluire delle correnti si creano particolari condizioni favorevoli che concentrano nutrienti e prede, vivono specie come la balenottera comune, il secondo animale al mondo per dimensioni (più piccolo solo della balenottera azzurra), il capodoglio, la stenella, il tursiope, e molti altri, che qui si riuniscono soprattutto durante il periodo estivo per alimentarsi.

Nel 1999 è stato siglato un Accordo tra Italia, Francia e Monaco per realizzare un Santuario dei Cetacei con una superficie di quasi 90.000 km2. Nel 2001 nell’elenco delle Aree a Protezione Speciale di Interesse Mediterraneo del Protocollo sulle Aree Protette (ASPIM) della Convenzione di Barcellona.
Ciò rende il Santuario un’area protetta a livello internazionale, un interessante precedente giuridico per la tutela di ampie aree del Mediterraneo, anche in acque internazionali.

Malgrado tutto ciò le minacce aumentano e le balene e i delfini diminuiscono proprio in un’area che dovrebbe garantire le condizioni ideali per la loro conservazione.
I dati raccolti da Greenpeace nell’Agosto del 2008 indicavano una riduzione di circa il 50% delle stenelle rispetto alle stime degli anni Novanta, mentre sono state osservate solo un quarto delle balenottere attese.

Ed oggi? Vediamo cosa succede.


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Impianti fotovoltaici al posto dei pericolosi tetti in eternit

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 21 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Energia Fotovoltaica, Materiali

Si chiama “Eternit free” ed è la la campagna di Legambiente e AzzeroCO2 per eliminare l’amianto ancora presente nel territorio, beneficiando degli incentivi speciali introdotti dallo Stato (Dm del 19 febbraio 2007) in scadenza il prossimo dicembre 2010. Sostituendo il tutto con gli impianti fotovolatici.
Ad iniziare l’opera di bonifica sarà la provincia di Lecce che per prima ha aderito al progetto, scegliendo così di promuovere la sostituzione delle coperture in eternit delle aziende con impianti fotovoltaici.

Fotovoltaico al posto dell'eternit

Con Eternit free tutte le aziende della Provincia di Lecce saranno informate, quindi, sulla possibilità di utilizzare gli incentivi nazionali e locali per interventi di sostituzione dell’eternit presente sulle coperture dei capannoni destinati ad attività agricole e industriali con impianti fotovoltaici.

Legambiente e AzzeroCO2 con l’aiuto di della Provincia, di Confindustria Lecce e Confartigianato Lecce individueranno le aziende da coinvolgere nel progetto che potranno scegliere di finanziarsi da sole o di essere supportate dal credito bancario.
Le aziende del territorio della Provincia, infatti, potranno alternativamente ricevere un supporto qualificato per investire risorse proprie nella realizzazione di un impianto fotovoltaico oppure beneficiare gratuitamente della bonifica del proprio capannone, cedendo il diritto di superficie della copertura ad AzzeroCO2.


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1.400.000 firme raccolte. Un record per l'acqua pubblica

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 21 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Referendum firme acquaLa Commissione europea ha messo in mora il Governo italiano per il Dlgs.152/06, il cosiddetto “Codice per l'ambiente” in seguito ad un preciso reclamo del WWF Italia. La decisione è stata comunicata all’Associazione proprio mentre la campagna per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua sta festeggiando il successo di oltre 1.400.000 firme raccolte. 

Un vero successo quello del Comitato Promotore refendario che ha proprio ieri consegnato in Cassazione un risultato che segna un passo importante nella partecipazione democratica in questo Paese. Nessun referendum nella storia repubblicana aveva mai raccolto tante firme.

La sfida che il comitato promotore ha davanti è quella di portare almeno 25 milioni di italiani a votare tre “sì” la prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici.
Un risultato che oggi, alla luce del “risveglio democratico” a cui si è assistito nei mesi della raccolta firme, sembra assolutamente raggiungibile, almeno nel desiderio degli attivisti.

100ambiente non può essere concorde a questa così attiva partecipazione democratica, che dovrebbe essere già interpretata come un forte e chiaro segnale ai piani alti della politica.
Ma come dicevamo all'inizio dell'articolo, l'altro segnale forte, anzi, fortissimo viene dalla Comunità Europea, a dimostrazione come la Res Pubblica che dovrebbe aver a cuore anche il patrimonio idrico italiano non sia all'altezza della situazione.


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Un piano regolatore mette in pericolo l'Area Marina Protetta del Plemmirio

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 21 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Area Marina Protetta PlemmirioUn piano regolatore che prevede la quasi totale cementificazione del territorio mette sotto grave pericolo il territorio di Siracusa e in particolare l'Area Marina Protetta del Plemmirio. E' quanto denuncia Enzo Maiorca e altre 42 Associazioni ambientaliste.
Con il nuovo piano regolatore entrato in vigore da 3 anni si corre dunque il rischio di vedere realizzati almeno 8 villaggi turistici. La maggior parte di essi verrebbero costruiti sulla costa mettendo in atto uno sviluppo turistico non rispondente alle reali necessità della città siracusana e in totale controtendenza con gli elementari principi della sostenibilità.

Uno di questi metterebbe in serio pericolo una delle zone più pregiate, poco antropizzate e ricca di biodiversità, la penisola della Maddalena, tutelata dall’Area Marina Protetta del Plemmirio.
Si muove anche il WWF che rilancia uno studio effettuato nel 2003 sulla possibilità di realizzare una Riserva Terrestre complementare con la già istituita Area Marina Protetta al fine di incrementare il grado di tutela di un ecosistema ambientale unico al mondo.

Il problema è sempre medesimo. La dualità torna a scontrarsi, ovvero la necessità di uno sviluppo economico da una parte e le necessità di equilibrio per il territorio e l'ambiente. Cosa non impossibile, ma l'accusa che le Associazioni rivolgono al mondo politico è quella di non rendersi conto che la strada intrapresa è assolutamente sbagliata.
Ricordiamo che il territorio di Siracusa - se non bastasse il pericolo di mettere a repentaglio l'Area Marina Protetta del Plemmirio - è inserito nel patrimonio dell’Unesco.


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Il Rapporto ENEA Fonti Rinnovabili 2010

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 20 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Rapporto Fonti Rinnovabili 2010 ENEAL’ENEA ha presentato il Rapporto Fonti Rinnovabili 2010 per fornire un’ampia e approfondita analisi del settore delle rinnovabili in Italia, comprendendo previsioni di scenario a livello nazionale e internazionale ed una panoramica delle tecnologie più promettenti.
Scopo dello studio è quello di coinvolgere i settori economici italiani interessati al settore delle rinnovabili con l’obiettivo di contribuire alla costituzione di una vera e propria filiera industriale delle energie rinnovabili in Italia.

Ma di cosa parla nello specifico il Rapporto ENEA Fonti Rinnovabili 2010 (gratuito in formato PDF alla fine di questo articolo)?

Crisi economica, aumento dei costi e delle incertezze legate all’approvvigionamento energetico, crescita delle emissioni e rischio cambiamenti climatici sono le sfide urgenti che il settore energetico deve affrontare: le fonti rinnovabili, assieme ad un uso più razionale dell’energia, sono la chiave per superare questi ostacoli e andare verso uno sviluppo economico di tipo sostenibile.

Nell’ultimo decennio si è assistito ad una crescita straordinaria a livello internazionale dell’offerta di energia da rinnovabili che, secondo i dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, è arrivata a coprire nel 2007 il 12,4% dell’offerta totale di energia primaria e il 17,9% di elettricità. In particolare l’energia da fonte solare ed eolica, è cresciuta rispettivamente, dal 1990 al 2007, a tassi medi annui del 9,8% e del 25%, di gran lunga superiori al tasso di crescita dell’offerta mondiale di energia primaria (1,9%).

Anche nell’Unione Europea il progresso delle rinnovabili si sta consolidando.
Secondo Eurostat, la capacità installata per la produzione elettrica è salita del 54% dal 1997 al 2007 e l’elettricità da rinnovabili è arrivata a coprire nel 2008 una quota pari al 16,4% del totale (EurObserv’ER 2010).  E’ indicativo di questo successo il fatto che, tra il 2008 e il 2009, in UE la nuova capacità installata in impianti alimentati a fonti rinnovabili  abbia  costituto il 61% del totale della nuova capacità istallata, contro una quota che nel 1995 era del 14%.

Nel nostro paese, grazie anche all’elevata remunerazione del sistema incentivante, alcune fonti hanno raggiunto sviluppi molto incoraggianti. Nel settore fotovoltaico la nuova capacità installata nel solo 2009 (574 MWp) è stata largamente superiore a quella cumulata complessivamente fino all’anno precedente (458 MWp), facendo superare la soglia di 1 GWp.
Quanto all’eolico, l’Italia risulta il terzo paese in Europa nel 2009, sia per nuova potenza installata (1.113 MW) che per potenza cumulata (4.850 MW).


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Questa estate in 9 centri commerciali, l'altra faccia del macero.

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 20 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Che fine fanno gli imballaggi cellulosici che contengono i prodotti di uso più comune, quelli che si trovano sugli scaffali della GDO (supermercati, ipermercati, liberi servizi, discount e grandi magazzini veicolano mediamente il 90% dell’offerta al mercato finale)?
Grazie alla raccolta differenziata, 4 imballaggi su 5 vengono riciclati e rinascono sottoforma di nuovi imballaggi ma anche sottoforma di oggetti artistici, utili ed espressione di una creatività tutta italiana che, anche in questo campo, si dimostra all'altezza dei migliori standard internazionali.

Sono proprio questi prodotti i protagonisti della rassegna "L'altra faccia del macero", organizzata da Comieco in collaborazione con TetraPak, che, da luglio a settembre, toccherà 9 importanti centri commerciali in altrettante città italiane.

Chi utilizza realmente le confezioni dei prodotti nella vita di tutti i giorni è il consumatore, che si trova quindi al centro del ciclo di vita del packaging ed è soprattutto in grado di deciderne il destino finale: discarica o riciclo.


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Il 2010 sembra essere l'anno più caldo mai registrato. I dati.

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 20 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Cambiamenti climatici

La temperatura media globale sulla terra e sugli oceani del primo semestre del 2010 è stata la più elevata mai registrata nella storia delle rilevazioni iniziata nel 1880. Lo rende noto la Coldiretti sulla base dei dati preliminari raccolti dal NOAA'S - National Climatic Data Center statunitense dalla quale si evidenzia che il risultato è il frutto dei record di sempre per il caldo raggiunto nei mesi di marzo, aprile maggio e giugno.
Si tratta di un risultato che conferma il trend al surriscaldamento del pianeta in atto negli ultimi anni come dimostra il fatto che secondo lo stesso Istituto anche la temperatura media globale sulla terra e sugli oceani dei primi dieci anni del terzo millennio (2000 - 2009) è stata la più elevata mai registrata con un valore di 57,9 gradi fahrenheit (14,389 gradi celsius), superiore dello 0,3 per cento a quella della decade precedente.

Caldo Record 2010

In Italia la prima decade di luglio ha fatto registrare una temperatura massima superiore di 1,3 gradi centigradi rispetto alla media del periodo di riferimento del trentennio 1970-2000, sulla base dei dati della statistica decadale Ucea relativi alla media geografica degli scarti dal clima (1971-2000) della temperatura massima giornaliera nella prima decade di luglio.

La situazione più difficile - precisa la Coldiretti - si è registrata nelle regioni del nordest Italia dove nello stesso periodo si sono registrati scostamenti di 3,5 gradi in più rispetto alla media ed in quelle del centro ovest dove il termometro è risultato superiore di 2,6 gradi rispetto alla media.


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