Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Il pomodoro? Lo coltivo in una serra ecosostenibile

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 4 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Quando la ricerca si fa pratica. Una serra «verde» con una coltura idroponica di pomodori e con pannelli solari e cogenerazione.
Realizzata dalla ditta Lucchini, azienda che opera nel segmento dell’idromeccanica, è stata presentato dal vivo (oltre 100 metri quadrati, con una struttura a campata multipla a doppia falda) a Bioenergy Expo, il Salone dedicato alle energie da fonte rinnovabile in agricoltura lo scorso 4-7 febbraio.

Prendendo spunto dalla presentazione di questa serra a campata multipla, ideale per il recupero del calore e per l’applicazione di pannelli fotovoltaici, è stato possibile anche calcolarne costi e margini reddituali.

Innanzitutto, il costo (approssimativo) di una serra a campata multipla, comprensivo di tutti gli impianti, si aggiro intorno ai 30-35 euro al metro. La coltivazione ideale per il recupero del calore è di natura idroponica, con ortaggi a frutto o a foglia.


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In Lombardia supporto dell'innovazione e dell'efficienza energetica nelle imprese

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 4 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

La Giunta Regionale lombarda, nell'ambito del "pacchetto fiducia" ha varato un pacchetto di misure a supporto dell'innovazione e dell'efficienza energetica nelle imprese (Deliberazione n°11236 del 10 febbraio 2010 "Intervento regionale a supporto dell`innovazione e dell'efficienza energetica nelle imprese. Sostegno agli investimenti per l'acquisto di macchinari, attrezzature, apparecchiature").

Il provvedimento prevede la concessione di contributi in conto capitale alle micro e piccole imprese lombarde di vari settori produttivi, incluso quello delle costruzioni (codice Istat Ateco "F"), per l`acquisto di macchinari, attrezzature e apparecchiature nuove, tecnologicamente avanzate e il cui impiego nei processi aziendali comporti la riduzione dei consumi energetici e degli impatti dell'attività produttiva sull'ambiente.

Il provvedimento regionale, caratterizzato da una dotazione finanziaria complessiva pari a 145 milioni di Euro, si articola in due assi di intervento:

  • il primo, denominato «Efficienza energetica - sostituzione», dedicato ad investimenti finalizzati alla sostituzione di macchinari, attrezzature ed apparecchiature con prodotti nuovi e caratterizzati da elevata efficienza energetica: il contributo è pari al 50% dei costi ritenuti ammissibili, fino ad un massimo di 15mila Euro (l'investimento non può essere di importo inferiore a 2mila Euro);
  • la seconda linea, dedicata all'«Innovazione - acquisto nuovo», promuove investimenti per l'acquisto di macchinari, attrezzature ed apparecchiature nuove e caratterizzate da elevate performances energetiche: il contributo è pari al 30% dei costi ammissibili, fino ad un massimo di 10mila Euro (l'investimento non può essere di importo inferiore a 2mila Euro).


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I lombardi più ecologisti? In provincia di Varese e Cremona

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 3 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Umido, carta, vetro, legno, plastica, in Lombardia per raccolta differenziata prime Varese e Cremona. Seguono Bergamo e Lecco. Ma rispetto al resto d’Italia, tra i grandi centri meglio di Milano fa solo Torino per differenziata.
Ma quante sono le imprese lombarde che si occupano di raccolta, smaltimento e gestione dei rifiuti?

Sono quasi 29 mila gli iscritti all’Albo nazionale dei gestori ambientali, se si contano anche le ditte che trasportano per conto proprio. Tra le province, Milano al primo posto possiede il 20,8% degli iscritti della regione (5.999), seguita da Brescia con 5.349 (18,5%) e Bergamo 4.102 (14,2%).  Per quanto riguarda le categorie, i 6.363 iscritti sono concentrati soprattutto nella raccolta e trasporto di rifiuti non pericolosi avviati al recupero in modo effettivo ed oggettivo (2.278, 35,8%) e nella raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi, prodotti da terzi (1.703, 26,8%).

In Europa tedeschi più ricicloni, mentre i danesi sono i primi per l’utilizzo di inceneritori e i Paesi dell’est con in testa la Bulgaria sono prevalentemente legati alla discarica, Austria e Italia ai primi posti per compostaggio e recupero dei rifiuti umidi nell’agricoltura.

Il dato italiano è in linea con quello europeo per discarica, circa doppio per compostaggio e circa la metà per inceneritori e riciclaggio. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio sui dati degli iscritti all’Albo Nazionale dei gestori ambientali a febbraio 2010 e da un’elaborazione sui dati APAT 2007 e Eurostat 2007.


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L'Uovo di Struzzo, l'edificio biocompatibile che concilia uomo e ambiente

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 2 marzo 2010 • Commenti 0 • Categoria: Città e uomo

Nato da un'idea che risale al 2006, l'Uovo di Struzzo è un edificio biocompatibile, realizzato con materiali naturali che, grazie ad un impianto fotovoltaico, uno geotermico, a una pala eolica e a vetrate basso emissive, è quasi totalmente autonomo dal punto di vista energetico.
Avvicina, per la prima volta in Italia, l'uomo con l'ambiente che lo circonda.

Giuseppe Magistretti - Uovo di Struzzo con Occhi di Mosca

Con questo pensiero fisso il team dello Studio Archingegno e il suo titolare, l'architetto Giuseppe Magistretti, hanno progettato un palazzo che non ha eguali in Italia: un edificio che trae ispirazione dal ciclo naturale delle cose per risparmiare energia, abbattere la produzione di CO2 nell'atmosfera e conciliare l'uomo con l'ambiente che lo circonda.

Proprio attorno all'idea di Ambiente come spazio di vita e non più come spazio vitale, lo Studio Archingegno vuole costruire un nuovo modo di concepire l'architettura.
Il primo e concreto passo in questo senso è la presentazione del progetto dell'Uovo di Struzzo con gli Occhi di Mosca, un edificio bioclimatico che, per la prima volta in Italia, osserva la Natura e la sua armonia per rispettarla senza deturparla, sfruttando al meglio le risorse che offre.


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L'impianto solare dell'ateneo udinese che rivoluziona la produzione di energia

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 1 marzo 2010 • Commenti 1 • Categoria: Energia Fotovoltaica

Specchio Lineare (Isomorph srl - Università Udine)Si chiama “Specchio Lineare” ed è un sistema inventato all’Università di Udine per lo sfruttamento dell’energia solare e per produrre dunque energia pulita. Un'idea che è già realtà, attivo, pronto per essere industrializzato e commercializzato. La macchina è una novità assoluta nel settore dei sistemi termodinamici e delle tecnologie pulite. Il sistema, infatti, è in grado di produrre una quantità di energia da due a tre volte superiore rispetto a quella di un impianto solare “classico” (fotovoltaico o pannelli solari) di pari dimensioni e costo.

Potrà svolgere assieme le funzioni che solitamente sono svolte separatamente da pannelli solari e impianti fotovoltaici: produrre elettricità e fornire calore. Il primo impianto di specchi lineari è stato presentato venerdì 26 febbraio, alle officine meccaniche Ocsam di Basaldella di Campoformido che hanno contribuito a realizzarlo.
E un prototipo di Specchio Lineare è già stato commissionato dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

Grazie alle sue caratteristiche il prodotto è destinato a privati (utenze familiari e condominiali), utenze pubbliche (enti, scuole, ospedali, piscine, ecc.), industriali, imprese agricole per il riscaldamento delle serre, società di produzione di energia elettrica.

Lo specchio lineare

spiega Hans Grassmann, ricercatore dell’ateneo di Udine

rende disponibile, a un costo accessibile, una fonte di energia pulita, efficiente, adatta a diverse applicazioni, di facile integrazione con gli impianti preesistenti (riscaldamento e impianti elettrici), e con un rapido ritorno dell’investimento. L’obiettivo degli Specchi Lineari è offrire a famiglie e imprese la possibilità di utilizzare fonti rinnovabili senza affrontare un pesante investimento come quello richiesto per le tecnologie solari attuali.


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Fiume Lambro. Il punto della situazione secondo il IRSA-CNR

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Domenica, 28 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

Fiume LambroIl Fiume Lambro rappresenta da decenni una delle principali sorgenti di inquinamento antropico lungo il corso del Fiume Po. Gli studi condotti dall’Istituto di Ricerca Sulle Acque (IRSA)-CNR fin dalla metà degli anni settanta hanno contribuito prima ad identificare e poi a quantificare il fenomeno, fissando per il Lambro in circa il 30% il contributo al carico totale di inquinanti che viene veicolato dal grande fiume padano nel Mare Adriatico.

La pressione urbana, industriale ed agricola di uno dei territori più sviluppati dell’Europa sono la causa dello stato di degrado elevato delle acque, che nei recenti due decenni ha visto crescere l’attenzione degli Enti gestori anche a seguito dell’adeguamento normativo alla Direttiva Quadro sulle Acque, adeguamento a cui l’IRSA ha fornito un contribuito rilevante per lo sviluppo delle metodologie per la classificazione della qualità ecologica.

Nel tratto a monte della città di Milano a partire dalla metà degli anni ottanta prima il depuratore di San Rocco, della attuale ALSI (Alto Lambro Servizi Idrici), poi il depuratore di Merone, dell’ASIL (Azienda Servizi Integrati Lambro), hanno contribuito a determinare un recupero significativo delle acque del Fiume Lambro, con presenza di fauna ittica, miglioramento della biodiversità della fauna bentonica e ad un aspetto visivo più accettabile delle acque.

Un analogo sforzo gestionale è stato realizzato in quest’ultimo decennio anche a valle di Milano, con la costruzione/ampliamento degli impianti di depurazione di Nosedo, Milano San Rocco e di Peschiera Borromeo, raggiungendo nel 2005 l’obiettivo di trattare la totalità delle acque reflue della metropoli lombarda.



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Il disastro ecologico del fiume Lambro

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 25 febbraio 2010 • Commenti 3 • Categoria: Territorio

Lo sversamento nel Lambro di di enormi quantità di gasolio dalle cisterne dell’ex raffineria di Villasanta può essere il colpo di grazia per un fiume da decenni in un vergognoso stato di degrado. Ma l’onda nera, che intanto prosegue il suo viaggio, rappresenta una gravissima minaccia non solo per gli abitanti dei comuni rivieraschi, ma per tutto l’ecosistema del Parco regionale della Valle del Lambro, del Parco di Monza (il più grande Parco urbano d’Europa e una delle aree naturalistiche-paesaggistiche più belle della Lombardia) e soprattutto del più ampio ecosistema del Po, con danni ambientali a catena per centinaia di chilometri a valle che non risparmieranno nemmeno alcuni siti di interesse comunitario (SIC) presenti lungo il Po. 


foto di Andrea Longo

Le prime a essere direttamente colpite sono le specie acquatiche, pesci, anatre selvatiche, le colonie di aironi che proprio in questi giorni hanno iniziato a nidificare sulle sponde del Po. Sono decine gli animali ripescati senza vita.

In allerta il Centro di Recupero Animali Selvatici WWF di Vanzago, dove già ieri sono stati portati i primi germani reali interamente coperti di gasolio che verranno curati dai veterinari del centro.  Purtroppo i danni di questo sversamento si ripercuoteranno su tutta la catena alimentare, con conseguenze che dureranno nel tempo, e si registrano già gravissime conseguenze sul settore agricolo che gravita intorno al sistema fluviale.


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Bloom Box. La mini centrale a zero emissioni

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 24 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Innovazione

Bloom Box SridharSi chiama Bloom Box e potrebbe essere la futura "next big thing" in grado di cambiare per sempre il modo in cui produciamo e consumiamo l'energia. Ideato dall'Ingegnere di origini indiane K.R. Sridhar - con un passato alla Nasa prima di fondare la Bloom Energy, società che produrrà e commercializzerà la Bloom Box - l'idea che sta dietro a Bloom Box è quella di dotare ogni casa di una minicentrale per la produzione di energia elettrica, in grado di sopperire alle necessità energetiche di ogni famiglia.

Il principio è elementare: una centrale grande come un frigorifero all'interno delle quali sono impilate una elevata quantità di celle a combustibile (come si vede dalla foto in cui è ritratto Sridhar). L'uso combinato di ossigeno e combustibile generano una reazione chimica in grado di produrre energia elettricità senza emissioni nocive. In realtà nulla di nuovo in teoria. Nella pratica l'idea di produrre energia attraverso le celle a combustibile non si è mai tradotta in realtà su grande scala, principalmente a causa degli elevati costi di gestione e della difficoltà di reperire il combustibile adatto.

E' proprio questo il punto. Sridhar avrebbe trovato il modo di superare l'ostacolo.
La Bloom Box potrà essere alimentata con gas naturale, biomasse ed entro dieci anni, chiunque potrà acquistarne una spendendo al massimo 3 mila dollari.

Sembra un dejavù, rixcordando la macchina con motore ad aria compressa.... sebbene in Google e Ebay le stiano già sperimentando con buoni risultati.


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Il maltempo dei giorni scorsi ha messo in pericolo molti animali

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 24 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

La forte ondata di maltempo che nei giorni scorsi ha interessato il nostro Paese con abbondanti nevicate al Centro – sud, perfino Roma è stata imbiancata, ha messo in serio pericolo la sopravvivenza di molti di animali. Particolarmente a rischio i “trovatelli” e gli esemplari di fauna selvatica, molti dei quali, sopravissuti al tiro delle “doppiette”, hanno dovuto fare i conti con le cattive condizioni meteo e con l’incremento del fabbisogno calorico giornaliero.

Numerosi gli animali deceduti a causa del maltempo. Di fronte all’emergenza meteo, come in altre situazioni critiche che hanno colpito il territorio italiano, l’Enpa - l'Ente Nazionale Protezione Animali - ha mobilitato tutte le sue strutture locali, allo scopo di curare, ospitare e assistere gli animali in difficoltà. La Protezione Animali ha anche allestito nidi artificiali dove i volatili hanno potuto ripararsi dal freddo e creato punti di approvvigionamento alimentare all’interno dei boschi e delle campagne.

La mobilitazione ha visto anche il coinvolgimento dei singoli cittadini che con un piccolo impegno, ha salvare le vite di molti animali.

Come?


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La follia della proroga all'art 1 comma 289 della Finanziaria 2008

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 23 febbraio 2010 • Commenti 2 • Categoria: Risparmio in casa e ufficio

Il Comitato di Indirizzo, a cui aderiscono 16 Associazioni ambientaliste e del settore industriale delle energie rinnovabili (AIEL, ANEST, ANEV, APER, ASSOLTERM, ASSOSOLARE, FEDERPERN, FIPER, GIFI, GREENPEACE, ITALIA, GSES, ISES, ITALIA, ITABIA, KYOTO, CLUB, LEGAMBIENTE, WWF), apprende con stupore che il Senato, nella seduta dell’11 febbraio 2010 in cui si è approvato il maxi-emendamento al Dl 194/2009 “Milleproroghe”, ha introdotto una nuova proroga per l’introduzione nei regolamenti edilizi comunali dell’obbligo di integrazione delle energie rinnovabili nella realizzazione di edifici di nuova costruzione: dal 1 gennaio 2010 al 1 gennaio 2011.

L’obbligo per l’impiego delle fonti rinnovabili nella realizzazione dei nuovi edifici, era stato introdotto con l’articolo 1, comma 289 della Finanziaria 2008.

Secondo non solo per il Comitato di Indirizzo, ma per la società civile attenta alle questioni ambientali ritiene che ciò possa comportare un grave danno al nostro Paese, non solo per le sanzioni a cui dovremo fare fronte, ma in particolare per la battuta d’arresto inflitta a quelle forme di sviluppo economico-sociale sostenibili che il settore delle fonti rinnovabili e della green economy in generale sta perseguendo (al 2020, creazione di almeno 250.000 nuovi posti di lavoro diretti e indiretti nel settore e contributo all’incremento del PIL superiore all’1,5%).


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La raccolta differenziata in Cina

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 22 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Materiali

Cina raccolta differenziataLa Cina è il paese degli estremi e delle contraddizioni. Lo abbiamo più volte detto ed oggi lo vogliamo nuovamente sottolineare. Nel nostro girovagare abbiamo incontrato in rete una gallery fotografica che ci ha portato a soffermarci e a riflettere. La raccolta differenziata nei paesi occidentali è sostanzialmente organizzata, industrializzata, con modalità e procedure ormai ferree. Ma in Cina?

Ecco che quindi venirci ina iuto queste immagini che sicuramente ci devono portare a riflettere, in una nazione deve tutto è l'opposto di tutto, dove esistono progetto faraonici tutti vocati all'ambiente e alla produzione sostenibile di energia a casi di estremo degrado sociale e inquinamento ambientale. In tutto questo si scoprono i singoli che, per raccogliere pochi spiccioli, sono disposti ad organizzarsi nel loro modo, raccogliere, differenziare e portare in luoghi dove i rifiuti collezionati frutti loro qualche soldo per se e la propria famiglia.

Uno spaccato importante, un lato della Cina che ancora mostra i suoi estremi ed eccessi.



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La lingerie si butta sull'ambiente. Il caso Yamamay

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Lunedì, 22 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Produzione & Consumi

Anche il mondo della moda e in particolare la lingerie sceglie di sposare la causa pro-ambiente. E' il caso di Yamamay che ha avviato una serie di iniziative verso la "sostenibilità aziendale" che la portano ad essere protagonista nella svolta green che prima o poi tutte le aziende dovranno fare, sebbene vi sia qualche se è qualche ma ...

Due le scelte principali che lancia proprio in questi giorni: lo shopper GoGreen (una borsa di cotone organico - ovvero bio-cotone - che sostituirà le buste di plastica) e la nuova collezione primavera estate 2010 a impatto zero.

Nel primo caso, ossia lo shopper GoGreen, si parla di bio-cotone o cotone organico intendendo che la fibra è stata coltivata secondo rigidi principi di bio-coltivazione in tutte le fasi di coltivazione, raccolta e trasformazione e che quindi non sono stati usati prodotti chimici di sintesi ma solo prodotti naturali come le erbe medicinali.

E qui il primo Se e Ma. Per ottenere questa borsa i clienti potranno aggiungere 1 EURO ad un acquisto di 49 euro, presso tutti i punti vendita Yamamay. I ricavi ottenuti con questa piccola donazione saranno destinati ad un progetto in collaborazione con WWF - Italia per la conservazione dell'Oasi di Macchiagrande.

La domanda è.... perché scaricare l'iniziativa sul cliente finale?

Passiamo alla seconda iniziativa che vede coinvolta la nuova bellissima collezione Primavera-estate 2010.


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