L'ondata di caldo, le api e il calo della produzione di miele
Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 26 agosto 2011 • Categoria: Cambiamenti climaticiIl caldo di questi ultimi giorni d'agosto hanno veramente stremato tutti gli esseri viventi. Dagli uomini, alle mucche ma ... anche le api.
Chi pensava che questi preziosissimi insetti fossero immuni dalle ondate di caldo che hanno coinvolto utto il territori italiano sbaglia di grosso. Anzi, probabilmente, questi piccoli esseri viventi ne sono vittime principali.
Le api stremate hanno smesso di volare e non svolgono al meglio il prezioso lavoro di trasporto del polline e mettono a rischio la produzione di miele e non solo. Anche l'impollinazione di tarda estate rischia di essere carente. Ma come dicevamo tutti gli esseri animali e vegetali ne sono travolti.
Le elevate temperature hanno messo a rischio il granoturco che rischia di appassire, le barbabietole si lessano nei campi aridi; si registra un anticipo di vendemmia fino a quindici giorni ed un raccolto piu’ contenuto, mentre i maiali sono inappetenti e le mucche producono fino al 10 per cento di latte in meno.

Insomma, una situazione che coinvolge tutto l'ecosistema biologico e molte attività di produzione alimentare messe in atto dall'uomo.
Se a questo aggiungiamo che quest'anno (stando ai dati del Corpo Forestale) si è registrato nella prima decade di agosto un aumento del 60 per cento del numero di incendi boschivi rispetto allo scorso anno e la crescita del 41 per cento anche della superficie totale percorsa dalle fiamme, il panorama diventa quasi devastante.
Ma torniamo alle nostre preziose api.
Le api volano meno quando è umido e molto caldo e tendono a rimanere a terra senza riuscire più a prendere il polline. Secondo la Royal Society for the protection of birds (Rspb) il consiglia è quello di preparare degli “energy drink” con due cucchiai di zucchero e uno di acqua per aiutarle, cosa facilmente realizzabile anche dalla gente comune qualora scoprisse di avere un alveare nelel vicinanze.
Come è facile intuire, la riduzione delle attività delle api crea delle conseguenze gravi su molte catene biologiche. Dall'impollinazione fino alla stessa sopravvivenza di centinaia di alveari e non per ultimo, al crollo della produzione di miele.








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