Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

Messina: il territorio non può continuare ad essere massacrato

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Sabato, 3 ottobre 2009 • Categoria: Territorio



L’amministrazione comunale messinese fermi finalmente la variante del PRG e prenda atto che il territorio non può continuare ad essere massacrato, la Procura della Repubblica istituisca un pool tecnico in grado di verificare immediatamente la questione urbanistica, sismica ed erosiva costiera, tutte le forze dell’ordine, dopo l’emergenza, si attivino con determinazione per fermare tutti gli atti illeciti che quotidianamente vengono perpetrati sul territorio, sia nelle fiumare che a ridosso di esse, sulle fragili colline del comune.


Queste le richieste del WWF a seguito dei drammatici eventi in corso a Messina.

Al Comune sono state decine le richieste di sospensione della variante al PRG inviate dal WWF Sicilia, la prima il 6 marzo 2006, l'ultima lo scorso  aprile, a cui si aggiungono  5 denunce, numerose diffide, dossier e segnalazioni alle forze dell’ordine, alla Regione e al Ministero dell’Ambiente.



“C’è da chiedersi se i soldi immobilizzati per l’inutile e dannoso Ponte sullo Stretto possano essere meglio impiegati  per risanare il  territorio  e ricostruirne la naturalità”
dichiara inoltre Gaetano Benedetto co-Direttore Generale WWF Italia.

Il  WWF chiede, ormai da anni anche alla luce delle nuove norme di tutela ambientali poste dalla Zona a Protezione Speciale, di fermare la Variante al PRG e di ridisegnare la città, sottolineando in ogni lettera, denuncia, documento, comunicato stampa, che era l’occasione d’oro per fermare il sacco edilizio e la scellerata urbanizzazione stante la fragilità del territorio e l’elevato rischio sismico.


Piogge torrenziali se cadono su un territorio sano, provocano sì danni, ma non ingenti, e tanto meno vittime innocenti.
Per anni, dal quel tragico 28 settembre 1998 – quando l’alluvione colpì la zona nord della città con quattro vittime – Messina invece si è affidata alla fortuna e alla speranza che non accadesse di nuovo il peggio, senza mai, a nessun livello amministrativo, decidere di rivedere la pianificazione urbanistica alla luce dell’aggravamento della fragilità del territorio.

Oggi è stata colpita durissimamente la zona sud di Messina, già provata negli anni precedenti: torrenti stretti nella morsa di muri e case, montagne rese fragili da incendi e inevitabili frane che trovano come ostacolo verso il basso, case su case.

Ma ancora sono previste nuove lottizzazioni, piani quadro, particolareggiati, centri benessere, nuove strade, nuovi centri commerciali, coperture di fiumare.



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  1. Messina si sviluppa alle pendici dei monti Peloritani (geologicamente giovani e quindi soggetti a frane e smottamenti) e tutte le strade perpendicolari al mare sono fiumare coperte trasformate in strade “a rischio”, che ripetutamente hanno ceduto.Si tra

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