Da ora in poi, solo Frigoriferi di Classe A
Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 2 luglio 2010 • Categoria: Elettrodomestici verdi
E' scattato da ieri il divieto per la vendita di frigoriferi e congelatori inferiori alla classe A, in vigore secondo la Direttiva Europea “Ecodesign”. Tuttavia, il fatto che da oggi la classe A sia praticamente l’unica classe energetica disponibile potrebbe confondere i consumatori, che dovranno iniziare a prestare maggiore attenzione ai piccoli “più” stampati di fianco alla A (+ e + +) quando acquisteranno un nuovo frigorifero o congelatore.
Quando un consumatore deve quindi decidere sull'acquisto di un frigorifero, sarà opportuno confrontare i migliori prodotti disponibili sul mercato, andando nei negozi specializzati o stando comodamente da casa consultando Internet, leggendo le informazioni disponibili negli Store On-line. Purtroppo però, non sempre la distinzione tra A, A+ e A++ è sufficientemente chiarificatoria.
Il nostro personale suggerimento (da consumatori finali abituati a fare i conti della massaia) è anche leggere il consumo annuale dichiarato, che diverge anche tra frigoriferi di medesima classe energetica.
Se poi volete essere ulteriormente aiutati, c'e' sempre la pregevolissima iniziativa promossa dal WWF con il sito di comparazione di prodotti elettronici da un punto di vista energetico TOPTEN di cui vi abbiamo ampiamente parlato i tempi scorsi.
Ma cerchiamo di capire come si legge l'etichetta energetica affissa sugli sportelli di un frigorifero esposto in vendita. E' importante saper interpretare con attenzione tutte le parti, dati e sigle stampate.
Innanzi tutto sappiate che dal 1998 è obbligatorio che sugli elettrodomestici sia esposta “l’etichetta energetica”; essa permette all’acquirente di riconoscere in maniera più agevole le caratteristiche primarie dell’elettrodomestico in questione ed il suo consumo di energia.
L'etichetta è suddivisa in settori:
- SETTORE 1: identifica il nome o il modello;
- SETTORE 2: riporta le classi di consumo in ordine crescente: la lettera A indica apparecchi con consumi più bassi, fino ad arrivare alla E, F, o G che indicano consumi sempre più elevati. In questo settore può essere riportato anche il simbolo di una margherita con una piccola E al centro, detto Ecolabel; si tratta del simbolo assegnato dall’Unione Europea e sta ad indicare che quel prodotto è “più compatibile con l’ambiente”.
- SETTORE 3: indica il consumo di energia espresso in kWh/anno. Il consumo qui indicato si riferisce all’apparecchio funzionante in condizioni di laboratorio che spesso sono migliori di quelle dell’utilizzo reale in casa.
- SETTORE 4: in questa parte dell’etichetta vengono forniti tutti i dati necessari sulla capacità dell’apparecchio: il volume utile complessivo, in litri, degli scomparti “senza stelle”, di quelli “con le stelle”, e il tipo di scomparto a bassa temperatura.
- SETTORE 5: indica la rumorosità dell’apparecchio.
Arriviamo dunque ad analizzare bene il settore 3, ovvero il consumo energetico espresso in kWh/anno. Come dicevamo poc'anzi, anche all'interno di una medesima classe, i consumi differenziano da modello a modello. Abbandonare un vecchio frigo di classe F (seppur un pezzo d'antiquariato casalingo) permetterà di risparmiare anche 120 €/anno, u po' di meno per classi più elevate.
Qui di seguito vi riportiamo la tabella con le varie classi energetiche, i consumi corrsipondenti ammessi e i corrispondenti costi annuali (approssimativi) di un frigorifero.

Tabella tratta da efficienzaenergetica.acs.enea.it
Link: TopTen




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