Ambiente, ecologia, tecnologia e sviluppo sostenibile

La pesca nelle acque africane: rischia sparire 20% specie acqua dolce

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Mercoledì, 15 settembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Ittica

Il 21% delle specie d'acqua dolce nell'Africa continentale è minacciato di estinzione.
Con conseguenze non solo sulla biodiversità, visto che la pesca rappresenta una delle principali fonti di sostentamento della popolazione.
Lo afferma l'Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn). Oltre 5000 le specie - pesci, molluschi, granchi e varie piante acquatiche - osservate per cinque anni da oltre duecento scienziati dell'Iucn.

Pericolo biodiversità pesci Africa

Le maggiori minacce alla loro sopravvivenza viene dall'agricoltura, dalle dighe e dai prelievi di acqua, oltre che dalle specie aliene.

"Le acque dolci

spiega Jean-Christophe Vié, vice responsabile del programma IUCN per la protezione della biodiversità

coprono solo l'1% della superficie del pianeta, ma ospitano circa il 7% di tutte le specie".

Anche la perdita di una sola di queste può avere conseguenze drammatiche sulla sopravvivenza delle comunità.

"Attorno ai grandi laghi africani - afferma l'Iucn - il pesce costituisce la fonte principale di proteine per la gran parte dei poveri del continente.


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Thailandia: avorio illega per oltre 2 milioni di dollari

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Domenica, 16 maggio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Fauna

Commercio illegale avorioGrazie a una segnalazione delle autorità del Qatar, la polizia tailandese ha sequestrato 296 zanne di elefante per un peso complessivo di 1,4 tonnellate. La Tailandia sta diventando il centro di smistamento mondiale di tutti i traffici di avorio.

Le zanne confiscate all’aeroporto internazionale di Bangkok erano state nascoste in casse ufficialmente etichettate come “stampanti per computer”. Il sequestro conferma l’emergere della Tailandia come vero snodo dei traffici illegali di avorio tra l’Africa e i paesi asiatici.

Il bracconaggio ai danni degli elefanti è in continua crescita in Africa proprio per servire i mercati dell’Estremo Oriente, assolutamente incuranti delle problematiche di conservazione degli elefanti ma interessati ad avere, come segno di ricchezza, gioielli e ornamenti nel prezioso materiale.

Già a febbraio le autorità doganali tailandesi avevano sequestrato un altro carico di circa due tonnellate di avorio, questa volta spacciate per pezzi di ricambio per telefoni cellulari destinati al Laos.


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Fred Pearce, ambientalista e giornalista scientifico controcorrente a Roma con il suo nuovo libro

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Venerdì, 23 aprile 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

Fred PearceSarà a Roma lunedì 26 aprile Fred Pearce, noto ecologista e giornalista scientifico, collaboratore di “New Scientist” e del “Guardian”. L’occasione è l’uscita del suo ultimo volume "Il pianeta del futuro". Dal baby boom al crollo demografico, in libreria dal 21 aprile per Bruno Mondadori (pagine 296, euro 20,00).

Il libro verrà presentato il 26 aprile alle ore 18.00, presso la Libreria Feltrinelli (via Vittorio Emanuele Orlando 78/81, dietro piazza Esedra), in un incontro pubblico a cui parteciperanno Andrea Masullo (membro del comitato scientifico del WWF Italia) e Giovanna Chioini (giornalista di “Internazionale”).

È vero che la sovrappopolazione del pianeta è uno dei principali pericoli del futuro? C’è chi non lo crede, indicando invece il rischio peggiore nel gigantismo dei consumi. In Il pianeta del futuro Fred Pearce racconta vite vissute e politiche demografiche, scelte ambientali e pericoli ecologici tra Europa ed Estremo Oriente, paesi africani e centri di ricerca statunitensi. Ribaltando le tesi più diffuse, senza trascurare di mettere in guardia dai rischi distruttivi di un'umanità meno numerosa ma più vecchia e consumista.


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Il Sahel a rischio crisi alimentare

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Giovedì, 9 luglio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Territorio

La gran parte del Sahel, dal Senegal al Niger, é esposta al rischio di una crisi alimentare dovuta ad una possibile annata agricola deficitaria.

Oltre il 70% della popolazione del Sahel (50 milioni di abitanti) potrebbe essere interessato da un andamento negativo delle piogge nei mesi di luglio-agosto che condizionerebbe la produzione agricola.
Ad oggi il quadro climatico ed agricolo, a differenza di quanto avvenuto negli ultimi anni, si presenta non positivo con indici climatici non convergenti che delineano una incertezza sulla prossima stagione monsonica.

In particolare a fronte di piogge che fino ad adesso hanno permesso semine quasi regolari nella regione, le previsioni climatiche da parte dei cinque principali centri internazionali per i mesi da luglio a settembre convergono verso stime molto negative o nella norma.
Queste previsioni, unitamente agli indici climatici attuali che mostrano un monsone debole ed in ritardo, rafforzano il rischio di possibili periodi siccitosi.
In particolare sulla base dei cicli delle principali colture e della mappatura delle semine riuscite nella regione, piogge diffuse e nella norma sarebbero necessarie su tutta la regione nel periodo tra l’ultima decade di luglio e la prima di agosto per permettere un regolare passaggio dalla fioritura alla allegagione (formazione della granella).


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Africa. Il nuovo continente ... giallo!

Scritto da Luca De Nardo - 100ambiente • Martedì, 19 maggio 2009 • Commenti 3 • Categoria: Mercati e Tendenze

In questo decennio alle imprese occidentali è accaduto di perdere importanti commesse in Africa, soprattutto nel settore estrattivo, a favore di imprese cinesi che se le aggiudicavano con offerte fuori mercato.
Quando il governo di Pechino decide che alcuni settori diventano strategici, lo stato sostiene le imprese interessate con ingenti capitali pubblici.
E le materie prime, di cui l’Africa è ricca, sono il più strategico dei settori per la Cina, spiega Stefano Gardelli in "L’Africa cinese. Gli interessi asiatici nel Continente Nero" (Università Bocconi editore, 2009, 146 pagine, 15 euro).
Nel 1993 la Cina si è trasformata da paese esportatore a importatore di petrolio.
Oggi la Cina consuma il 15% dell’energia mondiale e, a differenza di quanto accade nel resto del pianeta, il fabbisogno cresce più velocemente dell’economia.

Oltre alla fame di materie prime, le motivazioni che hanno spinto Pechino a intensificare i rapporti con l’Africa sono l’apertura di nuovi mercati per i propri prodotti e la ricerca del supporto dei governi africani nelle istituzioni internazionali.

È grazie all’appoggio africano che la Cina ha bloccato l’adesione di Taiwan all’Organizzazione mondiale della sanità, ha evitato di essere condannata presso la Commissione Onu per i diritti umani e si è aggiudicata le Olimpiadi del 2008 e l’Expo del 2010.
Molti dei veicoli che circolano nel continente sono di produzione cinese e persino l’Africa ha risentito dello “tsunami tessile” del 2005, quando l’invasione di prodotti economici cinesi, nella sola Nigeria, ha costretto l’80% delle fabbriche a chiudere, facendo perdere il lavoro a 250.000 persone.


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